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  • Paola Borruso 10:26 il 11 June 2017 Permalink |
    Etichette: , colonna xing shen zhuang, , stiramento, ,   

    L’allungamento spinale 


     

    BENEFICI: Questa tecnica, inclusa negli esercizi del II livello del Zhineng Qigong (la cui sequenza complessiva è denominata Xing shen zhuang ovvero “il  metodo mente-corpo”) è estremamente efficace per rinforzare la zona lombare, favorire il radicamento, stirare la colonna, agire sullo spazio intervertebrale, rinvigorire la muscolatura, donare flessibilità ed elasticità.

    Posizione di partenza:   in situazione eretta, con piedi uniti e corpo ben allineato e centrato .

    Suddivideremo la tecnica  in tre fasi, per poterla spiegare al meglio.

    FASE 1. La prima fase prevede che il movimento si sviluppi su tre assi: centrale, sinistro, destro. Dalla  posizione eretta portiamo le braccia verso l’alto mantenendole aderenti  alle orecchie. (fig. 1a) Con i palmi delle mani che guardano in avanti, il busto effettua una lenta e armoniosa discesa verso il basso, mantenendo immobile la posizione delle braccia e scendendo fin dove è possibile. Una volta che la curvatura del busto è stata effettuata, i palmi, rivolgendosi  verso terra , spingeranno in basso per tre volte, come a fare pressione su un cuscinetto d’aria, producendo un molleggiamento del busto. Il movimento procurerà un ulteriore stiramento della colonna.  (Nei casi di una colonna ben stirata, i palmi potranno proprio appoggiarsi sul terreno, quindi  premeremo sul pavimento . (fig. 1b ).  Le gambe rimangono unite, il bacino è rivolto verso l’alto.  Una volta terminata  la serie di tre pressioni centrali verso il basso,  rimanendo in posizione ricurva, ruoteremo  il busto a sinistra ed eseguiremo la stessa tecnica (3 volte) , quindi, passando nettamente dal centro, ci rivolgeremo a destra (3 volte). ( fig.1c  da ripetere destra/sinistra)

    FASE 2. Terminata l’esecuzione ai lati, sempre con il busto incurvato ci riposizioneremo al centro e stavolta le mani andranno ad afferrare i talloni ( in alternativa i polpacci) mentre la testa , ben rivolta verso terra,  sarà spinta per tre volte  verso l’interno, in direzione dei piedi . Il  bacino spingerà in su. (fig.2)

    FASE 3. Conclusa la serie, le braccia, ben distese torneranno aderenti alle orecchie e il busto si riporterà con molta lentezza verso l’alto, “srotolando” e raddrizzando la colonna. L’ultima a raddrizzarsi sarà la testa. Ci ritroveremo quindi nella posizione eretta iniziale, braccia in alto e palmi rivolti all’esterno e procederemo a procurare al corpo un movimento di ondeggiamento (che ripeteremo più volte). (fig. 3)

    L’esercizio si conclude riportando le braccia sui lati del corpo, le mani chiuse sul Dantian, l’attenzione rivolta all’interno.

     

    Tuina 1

    Le fasi dell’esercizio

     
  • Paola Borruso 9:48 il 11 May 2017 Permalink |
    Etichette: Arte della Guerra e Qigong, , , Paola Borruso Qigong   

    Medicina Tradizionale Cinese e Sunzibingfa: strategie e tecniche dell’Arte della Guerra applicate al Qigong 


    E’ finalmente uscito il libro che nasce da una mia idea su cui ho sviluppato la  tesi del Corso Operatori Qigong , che ho avuto il piacere di rivedere e ampliare con Vito Marino. Prefazione della Maestra Carmela Filosa.

    Disponibile presso il catalogo della Nuova Ipsa Editore. al seguente link 

    Descrizione dell’opera:

    Nel presente volume, gli autori offrono un’inedita rilettura del Sunzi Bingfa o Arte della Guerra, il più antico manuale di strategia militare della storia, interpretandone i suggerimenti nell’ottica del Qigong, la millenaria pratica nata in Cina che ci insegna a compiere un lavoro (gong) con l’energia (qi) per nostro il benessere psicofisico. Secondo la filosofia del vincere senza ingaggiare battaglia, il Qigong si muove su due direzioni:
    da una parte come strategia di prevenzione e conservazione della salute, dall’altra come modalità di approccio strategico e non distruttivo nei confronti dei multiformi squilibri energetici che sono alla base delle malattie, gli insidiosi nemici contro cui l’uomo, da sempre, scende in battaglia. La strategia vincente consiste dunque nell’applicazione di manovre militari (come le chiamava Sunzi) riconosciute qui in una serie di tecniche ed esercizi (accessibili a tutti e corredati di immagini) che gli autori prelevano direttamente dal corpus del Qigong di matrice taoista e da quello dello Zhineng Qigong, il Qigong della Coltivazione Saggezza e dell’intelligenza. Il volume si configura quindi come un’utile guida cui possiamo ricorrere per conservare il nostro stato di salute e per intervenire ogni qualvolta esso necessiti di essere ripristinato

    copertina libro

     
  • Paola Borruso 12:52 il 14 April 2017 Permalink |
    Etichette: alchimia, qigong taoista, tappe   

    Le quattro tappe del Qigong taoista 


    alquimiaxina                      Il Qigong taoista prevede le seguenti  quattro tappe fondamentali:

    1. Costruire le fondamenta (indicato come Zhu Ji) : è la fase iniziale della ricerca che prelude al raggiungimento del rilassamento fisico e mentale. Si dovrà rallentare la frenetica attività della mente,  quietando  i pensieri .
    2. Condensare il jing per raffinare il Qi (detto Ning Jing Lian Qi o anche Lian Jing hua qi ovvero “raffinare il Jing per Trasformarlo in Qi”). Questo stadio prende avvio dalla concentrazione della mente sui punti fondamentali rappresentati dai  tre Dantian, così che  il Jing ( la “base materiale del corpo umano”) possa tramutarsi in Qi,  il quale, una volta accumulato,  potrà percorrere senza ostacoli il suo tragitto all’interno dei meridiani e fluendo con armonia in tutto il corpo.
    3. Raffinare il Qi per Trasformarlo in Shen (“Lian Qi Hua Shen”) . Quando vi è capacità di raggiungere l’armonia fondamentale fra tra lo Shen ( ovvero lo “spirito” o la “mente”) e lo Yi ( il pensiero, l’intenzione cosciente e consapevole ),  allora il Qi si eleverà verso uno stato superiore di coscienza  utile  allo sviluppo di sensibilità fisiche e/o psichiche extra-ordinarie.
    4.  Raffinare lo Shen per far ritorno al vuoto ( “Lian Shen Huan Xu” ) : il corpo viene illuminato dall’interno e vi è il raggiungimento della perfetta identità tra il sé e il non-sé, tra l’io e la natura, in una sorta di dimensione estatica.
     
  • Paola Borruso 18:46 il 23 February 2017 Permalink |
    Etichette: , , tre linee   

    Il rilassamento delle tre linee 


    Una tecnica  molto semplice ed efficace per rilassare  corpo, mente e respiro è quella del rilassamento delle tre linee. Si effettua in piedi, dopo aver guadagnato la postura corretta. L’esercizio riesce molto bene ad occhi chiusi e si esegue  tracciando con attenzione consapevole   i tre percorsi di seguito descritti. Possiamo annoverarla tra le tecniche di Qigong della tranquillità, utili a riguadagnare serenità e armonia interni.

          1° percorso – linea laterale        qigong_base

    1. Viso (lati)
    2. Collo (lati)
    3. Spalle
    4. Braccia
    5. Gomiti
    6. Avambracci
    7. Polsi
    8. Dorso della mano
    9. Punta delle dita
    10. Punta del dito medio

    2° percorso – Linea frontale

    1. Viso
    2. Parte anteriore del collo
    3. Petto
    4. Addome
    5. Parte anteriore della coscia
    6. Ginocchia
    7. Parte anteriore della gamba
    8. Dorso dei piedi
    9. Dita dei piedi
    10. Punta dell’alluce ( o primo puto fegato)

    3° percorso – Linea posteriore

    1. Parte posteriore della testa e zona occipitale
    2. Collo
    3. Dorso
    4. Zona lombare
    5. Glutei e parte posteriore delle cosce
    6. Cavo popliteo
    7. Polpacci
    8. Tallone (tendine d’Achille)
    9. Pianta dei piedi
    10. Punto uno reni

    Vedi anche l’articolo correlato: Una tecnica di Qigong per il rilassamento e la tranquillità

    Rilassare le spalle

     
  • Paola Borruso 19:52 il 6 February 2017 Permalink |
    Etichette: atteggiamento, , qigong e quotidianità   

    Gli atteggiamenti del praticante. 


    16299086_10154964886749648_3296110525071639990_nQui di seguito un articolo breve,  che vuol essere uno spunto di riflessione, estratto da un mio recente seminario (“Qigong e quotidianità”)  che ci permette di soffermarci sui due possibili  atteggiamenti del praticante di fronte al Qigong all’interno di una sessione comune  (e perché no..anche individuale).

    “….Cosa mi aspetto in genere da una pratica di Qigong? Nutro senz’altro delle aspettative. In entrata e in uscita.

    IN ENTRATA: Quali esigenze personali mi spingono a partecipare ad una sessione  di pratica comune? Con quale atteggiamento intervengo? Gli atteggiamenti  fondamentali di un praticante si riducono essenzialmente a due, ciascuno dei quali prende una direzione opposta all’altro.

    1) Attraverso la mia intenzione cosciente mi riconosco  parte attiva di un processo che costruisco in prima persona , seguendo una direzione ed un orientamento specifici

    2)  Più semplicemente lascio che sia il conduttore che mi trascini all’interno della pratica stessa proponendomi ora questo ora quell’esercizio, al quale partecipo più o meno passivamente seguendo il gruppo.

    Prima di iniziare a praticare Qigong,  è bene ricordare che la pratica  è un’attività,  un lavoro che si è  chiamati a svolgere  in prima persona e non c’è nessuno che possa farlo per noi. Non  è nemmeno possibile vivere di rendita poiché il Qigong presuppone un esercizio continuo: un allenamento.  La pratica è un’attività responsabile che  richiede a sua volta l’assumersi delle responsabilità per poterla affrontare. Questo porta a sviluppare la consapevolezza delle azioni e delle scelte presenti, e  mi spinge ad analizzare la  qualità della mia presenza nel gruppo. Tutti fattori che convergono verso una consapevolezza interiore.

    IN USCITA:  Quale condizione fisica  e psichica è indicativa di una sessione di pratica positiva? Quali gli effetti di Qigong su me stesso? Penso che, ritornando alle mie occupazioni, il qigong abbia una ricaduta  sul mio rapporto con gli altri o nella gestione della mia quotidianità? ….”

     

     

     
  • Paola Borruso 11:44 il 6 January 2017 Permalink |
    Etichette: disperdere, numero di ripetizioni, numerologia e qigong, tonificare   

    Quante ripetizioni di un esercizio di Qigong? Un esempio tratto dalla numerologia cinese 


     

     

     

    Il numero di ripetizioni di un esercizio può essere scelto in base alle esigenze personali. Solitamente queste ripetizioni vengono applicate al tipo di Qigong che definiamo “medico”.

    Per farlo analizziamo la seguente figura: shu_quadrato-magico

    All’interno di questo quadrato magico di ordine 3 , osserviamo cifre pari e cifre dispari. Per definizione, le pari sono considerate yin mentre le  dispari  yang .  Poiché dall’1 promanano tutti i numeri, poniamo la nostra attenzione sul 3, la prima delle cifre Yang. Essa incarna l’inizio dello Yang, mentre al contrario, il 2 rappresenta l’inizio dello Yin. Visualizzando i punti cardinali ai lati del quadrato , il  3,  collocato a sinistra, rappresenta  l’Est, il punto in cui sorge il Sole: esso indica esattamente il momento d’inizio del ciclo dello Yang. In esatta contrapposizione si trova il 7, che corrisponde al Tramonto, all’Ovest, collocato laddove il ciclo dello Yang va calando. Considerato ciò, si capirà l’importanza della collocazione del 9 (tre volte tre) come massimo dello Yang e rappresentazione quindi del Sud, e del suo opposto,  il numero 1, posto in basso e rappresentante il Nord.

     

    Al centro del quadrato troviamo invece il 5, che merita un discorso a parte ( viene  ritenuto un numero particolare ed è considerato magico, poiché se consideriamo le coppie 9-4 ; 7-2; 8-3; 6-1; ci accorgiamo che la loro sottrazione equivale sempre a 5.)

     

    Le suddette coppie di numeri

    4-9 ;

    2-7;

    3-8;

    1-6;

    sono indicative nell’individuazione delle ripetizioni relative alle esecuzione degli esercizi di Qigong (i broccati, ad es.) e possono darci un orientamento in base a ciò che è la nostra situazione energetica.

     

    1  e 6 ripetizioni tonificano lo yin

    4 o 9  ripetizioni tonificano lo yang

     

    2 e 7 disperdono lo yang (se in eccesso )

    3 e 8   ripetizioni disperdono lo yin

    Questo significa che per ottenere il massimo beneficio in tonificazione o in dispersione, bisogna ripetere l’esercizio per il numero di volte (o multipli) corrispondente al numero più alto  delle coppie  sopra indicate.

    Ovviamente questo è uno dei sistemi di riferimento esistenti nel Qigong che non si trova, ad esempio, nello Zhineng Qigong,   considerato un “sistema” aperto:  per praticarlo, infatti, non è necessaria né una attenzione particolare verso una direzione spaziale, né verso un orario o un numero di ripetizioni possibili.Personalmente,  penso che il principio che possa tenersi in grande considerazione è quello del “ci credo e quindi funziona” . Il praticante  attua la tecnica con la metodologia che sente più affine a se stesso  e maggiormente efficace.  Entra quindi in gioco il potere dell’intenzione che travalica, perciò, qualsiasi sistema di riferimento.

     

     

     

     

     
  • Paola Borruso 18:46 il 29 November 2016 Permalink |
    Etichette: , , ,   

    Oscillare la vita e le anche 


    Questo semplice esercizio sviluppa l’elasticità della colonna vertebrale  e delle articolazioni delle anche rivelandosi un valido aiuto  per combattere l’insorgenza di dolori, in particolare alla parte inferiore della schiena. La posizione di partenza è in piedi, con gambe aperte quanto la larghezza delle spalle. Disponiamoci ben radicati nell’appoggio sui piedi, con il peso del corpo equamente  distribuito su tutta la pianta, mentre il punto baihui è orientato verso l’alto. Portiamo le mani ai fianchi (vedi illustrazione) rilassando le spalle.  Flettendo leggermente le ginocchia, ma senza irrigidirci, iniziamo il movimento che possiamo visualizzare come un cerchio compiuto dal coccige. Partendo con il coccige puntato verso terra, compiamo dapprima un giro verso destra. Per farlo, quindi, portiamo il coccige  nettamente in avanti, ruotiamo ampiamente verso destra, verso dietro, e risaliamo da sinistra. Passiamo bene attraverso tutte le direzioni. Le rotazioni o i cerchi in questa direzione saranno compiuti per il numero di  ripetizioni che abbiamo stabilito. La stessa cosa successivamente sarà fatta verso sinistra. L’attenzione durante l’esecuzione dell’esercizio sarà alla zona in movimento, ma anche al dantian inferiore, visualizzandone la fluidità , come se all’interno miscelassimo acqua calda e fredda insieme (ad es.)

    IMG_20161129_181659.jpg

    Posizione di partenza

    IMG_20161129_181649.jpg

    Rotazione da entrambi i lati

     Il tronco rimarrà invece fermo perché sarà solo la zona vita/anche a  muoversi, così come rimarranno ferme le gambe. Terminati i cerchi destra/sinistra, ritorniamo nella posizione di apertura e spingiamo adesso il coccige tutto in avanti (chiudendo bene huiyin) e poi tutto indietro (rilasciando huiyin). Possiamo associare anche la respirazione: inspirare andando in avanti ed espirare tornando indietro. Oltre che ad avere un beneficio sull’elasticità della colonna, questo esercizio ha un ottimo potere calmante e riequilibrante. E’possibile eseguirlo ad occhi chiusi.

     

     

     
  • Paola Borruso 9:08 il 1 November 2016 Permalink |
    Etichette: fa qi, qi healing, terapia del qi emesso   

    La terapia del Qi emesso 


    Il Fa Qi, ovvero la terapia del Qi emesso si basa sull’invio del Qi da una persona (mittente) ad un’altra (ricevente ) che si trovano uniti nello stesso campo energetico. All’interno di questo campo si assiste ad un movimento del Qi: esso è  mosso dall’intenzione del mittente  e accolto da quella  del ricevente . La terapia del Qi serve a canalizzare l’energia laddove il ricevente ne abbia bisogno e serve a  ristabilire il suo stato di salute. E’ una pratica molto profonda che però non prevede fasi difficili; è  accessibile a tutti i praticanti  a patto che essi abbiano ferma convinzione  in ciò che  stanno realizzando senza dubitarne. La terapia del Qi emesso non impoverisce il mittente poiché egli non lavora con il proprio Qi  e quindi non se ne  priva. Si lavora invece con il Qi universale (Hunyuan Qi): un tipo di Qi puro e indifferenziato che apporta grandi benefici alla persona e, in maniera “intelligente”, entrando nell’organismo, si indirizza dove vi è maggiore carenza. Mittente e ricevente possono lavorare in coppia, dopo aver composto il campo energetico e dopo aver rilassato corpo, mente e  respiro. Un’ottima pratica per entrare nello stato di Qigong  è quella delle Otto formule  che lavora molto bene  sulla postura ma soprattutto sul corretto atteggiamento della mente, indispensabile per affrontare qualunque pratica energetica. La pratica del Qi emesso può utilizzare la tecnica del Laqi Guanqi.  In base a ciò, è possibile all’interno di una sessione di pratica fare sedere in cerchio tutti i praticanti ponendo al centro il ricevente. I praticanti solleveranno il Qi (Peng Qi, metodo della raccolta) e lo faranno penetrare sul ricevente, che in maniera attiva e collaborativa lo accoglie. Questo non esclude il fatto che il ricevente possa non collaborare (nel caso di particolari situazioni o casi di malattia) o che esso si trovi  a distanza. In genere, ma  soprattutto in questi ultimi casi, si richiede che il mittente sia un praticante assiduo e consapevole.

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    Sessione di pratica al’interno del workshop organizzato dall’Associazione Qi. La terapia del Qi emesso è  stata condotta dal Maestro Gao Weiming (nella foto)

     
  • Paola Borruso 12:36 il 30 September 2016 Permalink |
    Etichette: , percezione,   

    La percezione del Qi 


    qigongPercepire l’energia durante una pratica di Qigong e la modalità in cui questo avviene è un fenomeno assolutamente soggettivo. I praticanti più sensibili potranno farne esperienza già dalle prime lezioni di approccio ,  altri invece potrebbero riferire  una non percezione anche per lungo tempo. Ma da cosa dipende? Cosa si dovrebbe percepire e come? Sensazione di calore e/o attrazione  tra le mani, sensazione di frescura lungo la colonna, formicolii lungo gli arti, gonfiore ai piedi , soprattutto in posizione statica ed  eretta, sono tra le più comuni ed immediate descrizioni che mi capita di raccogliere in classe in merito alla  presenza del Qi. Di fronte a tutto ciò , la prima cosa da precisare, a mio avviso, è che la sensazione non deve assolutamente diventare l’obiettivo della pratica. Si finirebbe infatti per perseguire  a tutti i costi la ricerca di ciò che non rappresenta la pratica in sé e  che quindi distoglierebbe la nostra attenzione indirizzandola altrove. La percezione dell’energia (così come la visualizzazione spontanea legata alla pratica) è un fenomeno assai mutevole, dipendente in parte anche dalle nostre condizioni psico fisiche del momento,  la cui presenza/assenza  non è assolutamente indice (altro  fattore importante) di una pratica mal riuscita. Di fronte a questo, invece, parlando in termini di efficacia  di una pratica personale, terrei  in maggiore considerazione la sincerità, la fiducia incondizionata, l’intenzione, la disposizione del cuore, la sicurezza della riuscita.

    Fatte le opportune premesse, e considerando il fatto che comunque la parola stessa “Qi Gong” indica il lavoro svolto con costanza e abilità nella gestione del Qi, mi sento di poter affermare che con la pratica la nostra capacità percettiva si raffina e si sensibilizza, motivo per cui è possibile non solo, da un certo punto in avanti del nostro percorso, avere familiarità con il Qi stesso, ma diventerà anche importante il fatto di riconoscerlo, guidarlo internamente nelle zone dell’organismo che più ne necessitano e,  infine, trasmetterlo agli altri. Non dimentichiamo mai che il Qi non è qualcosa di “estraneo” rispetto a noi, non è qualcosa d’altro, non è il “grande sconosciuto”: non pensiamolo come una sostanza disgiunta, diamogli invece forma e consistenza, poiché noi stessi siamo Qi.  Lo siamo nei nostri movimenti, interiori ed esteriori: anche i nostri pensieri ne sono manifestazione. . E’ Qi  la nostra intenzione, che ci fa muovere verso un obiettivo e ci rende in grado di realizzarlo, è Qi l’ambiente che ci circonda, fatto di infinite e mutevoli forme di vita ma che hanno tutte matrice comune. E’ la pratica che ci insegna anche come muoverci consapevolmente nel Qi. Ecco perché una delle indicazioni più importanti che trasmetto ai miei allievi, fin dalla  fase preparatoria che apre la pratica, è quella di pensare intensamente “Io Sono QI e pratico immerso in un campo di energia con il quale mi fondo eliminando ogni distinzione tra esterno e interno“( in questo, i praticanti di Zhineng Qigong potranno ulteriormente riconoscere l’ultima delle Otto Formule) .

     
  • Paola Borruso 9:31 il 9 September 2016 Permalink |
    Etichette: intervista, lezioni e incontri, ,   

    L’arte di rilassare corpo e mente. Anche in Sicilia arriva il Qigong. 


    Cari amici,

    ho il piacere di condividere con voi un articolo del Giornale di Sicilia (9 /09/2016)  che ringrazio per avermi dato la possibilità di diffondere ancora una volta questa disciplina . Vi invito alla pratica aperta di giorno 16/09 e/o ad intervenire ad una lezione di prova del  Corso settimanale pomeridiano.

    Sede: Studio AdelAsia 5, Palermo .Giorni e orari: Tutti i mercoledì dalle 18:15 alle 19:30

    Iscrizioni: inviandomi una mail o contattando, in orari di studio, il n. 091/6512081

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  • Paola Borruso 12:12 il 2 September 2016 Permalink |
    Etichette: Classico dello stiramento dei muscoli e dei tendini, , ,   

    Yi Jin Jing. Cosa sono e quali benefici. 


    Yi Jin Jing 2.jpgTradotto come “Classico della trasformazione di tendini e muscoli”,  lo Yi Jin Jing presenta una sequenza di 12 esercizi utili per migliorare la salute, la forza e il vigore . Anche se il nome riporta  l’attenzione su   muscoli e tendini si può facilmente capire come  il sistema interessato sia l’intero sistema fisico . L’obiettivo principale ne è il potenziamento dell’aspetto energetico.

    Curiosità:  Sulle origini di questa sequenza millenaria le leggende sono varie: la tradizione più famosa attribuisce il merito a Bodhidharma che, facendo visita ad un monastero Shaolin e trovando i monaci debilitati, trasmise loro questo portentoso rimedio. Numerosi studiosi di arti marziali, tuttavia, in base all’analisi di documentazioni e alle incongruenze riscontrate nelle introduzioni testuali, non ritengono questa versione attendibile. C’è anche chi riconosce nello Yi Jin Jing la fusione di Baduanjin (Otto pezze di Broccato) e Shi Ba Luohan Shou, una tecnica  prettamente marziale.

    Esecuzione: la sequenza lavora su specifici movimenti che coinvolgono per la maggior parte testa, braccia  e tronco e viene eseguita mantenendo quasi sempre la  posizione eretta.  I movimenti pur essendo  dotati di energia  e vigore interni  tuttavia presentano all’occhio un’esecuzione  lenta e morbida poiché al vigore si deve accompagnare tranquillità mentale e armonia. La sequenza può essere svolta interamente o in parte. Nel primo caso si procederà in ordine, eseguendo dal primo all’ultimo esercizio,  è possibile anche farne una selezione che avverrà in base alle esigenze del praticante.

    Possibili applicazioni:  In genere, gli esercizi 1,2,3 sono di preferenza adatti al miglioramento della postura; il 4 e il 7 potrebbero essere scelti da chi risente di problemi al collo ; il n. 6 aiuta a rinforzare la colonna intervenendo sulle curve troppo accentuate, l’8 è utile al rafforzamento delle giunture delle ginocchia e delle cosce, e così via.

    Uno dei prossimi obiettivi dei miei articoli sarà quello di descriverli uno per uno..la cosa richiederà del tempo  ma giungerò (prima o poi!)  alla presentazione della sequenza completa.

    Nomenclatura: Le tecniche, a seconda dei siti in cui andrete a rintracciarle o dei libri che consulterete, possiedono esecuzioni e nomi variabili ma tutti conservano il principio informatore.  La nomenclatura che ho scelto e che ho proposto qui di seguito è quella di Dahong Zhou, che ha il vantaggio di essere  assolutamente semplice  anche se, devo riconoscere, meno poetica. Però a mio avviso ne facilita la  memoria dell’esercizio.

    1. Salutare con le mani davanti al torace
    2. Sollevare
    3. Spingere verso il cielo
    4. Raggiungere le stelle
    5. Tirare la corda di nove buoi
    6. Spingere la montagna 
    7. Tirare l’orecchio
    8. Sollevare i piatti
    9. Allungamento delle braccia
    10. La tigre affamata si avventa sul cibo
    11. Inchinarsi
    12. Piegamento in avanti

    Rimando al momento ai link segnalati nell’articolo .

     

     

     
  • Paola Borruso 8:31 il 30 August 2016 Permalink |
    Etichette: , , sciogliere, spalle, tensioni   

    Rilassare le spalle: perché e in che modo. 


    Ogni sessione  di Qigong  deve partire sempre dal rilassamento della mente e del corpo, prerequisiti indispensabili per guadagnare il giusto atteggiamento nei confronti della pratica. Un approccio mentale che garantisca rilassamento e serenità  e una  postura corretta sono proprio due fattori irrinunciabili. A proposito della postura, un ruolo fondamentale è rivestito dalle spalle,  poiché esse sono la zona in cui, spesso ma anche  involontariamente, accumuliamo tutte le tensioni. Se non siamo abituati a lasciarle andare via, queste a lungo andare  saranno responsabili della formazione di stasi di qi ,che potrebbero trasformarsi in veri  e propri blocchi impedendo il corretto fluire dell’energia e  causando nella zona dolori, gonfiori, e alla persona senso generale di irritabilità e stanchezza. Una buona parte degli stress che viviamo quotidianamente può essere riportata all’ambiente di lavoro,  alla gestione dei rapporti interpersonali,  alla  routine familiare.. .E’ come se fossimo costretti dalle circostanze  a sorreggere, nostro malgrado, il peso dei problemi nostri e altrui, proprio come  Atlante, punito e  costretto a  sorreggere eternamente la volta  celeste per aver partecipato alla rivolta contro gli Dei .

    800px-MAN_Atlante_fronte_1040572

    Atlante Farnese, II sec. , Museo Archeologico Nazionale, Napoli

    A pagarne il prezzo, quindi,  sono le spalle. Per avere riprova di ciò, basta ricordarsi, durante la giornata, di osservare e porre attenzione alle spalle stesse. Sarà facile accorgerci di quanto siano tese, quasi sollevate  verso l’alto, dando l’impressione che il collo vi “affondi” un po’. Il solo fatto di portarvi l’attenzione , però, basta a correggere questa postura scorretta (frequentissima, ad esempio quando siamo al pc, quando sorreggiamo i sacchetti della spesa, quando di fronte allo specchio laviamo i denti.. insomma situazioni banalissime ma che, proprio per questo sfuggono al nostro controllo). Rilassare quindi durante la giornata, più e più volte le spalle, fino a che non ci venga spontaneo correggerne la postura è già l’anticamera di altri e più specifici esercizi di Qigong finalizzati allo scioglimento della zona. Uno di questi potrebbe essere, eseguire, in postura eretta e dopo aver guadagnato l’assetto di base, quello di eseguire dei piccoli cerchietti muovendo prima in avanti e poi indietro entrambe le spalle.Aggiungiamo anche la visualizzazione interna  (chiudendo gli occhi) e l’informazione corretta (“rilassa, sciogli, abbandona”). Finito il movimento, rimanendo con le braccia in situazione di riposo lungo i fianchi, immaginiamo che le tensioni, dalle spalle scivolino via lungo tutto il braccio, uscendo dalla punta delle dita. Mentalmente ripetiamolo più volte e sempre con maggiore intenzione. Dedicando a questa semplice pratica  10 minuti giornalieri, e aumentando man mano, vi procurerete molti benefici e vi preparerete anche a qualcosa di più impegnativo, quale potrebbe essere il movimento ripetuto di tui/rou che si esegue durante la sequenza di I livello Pengqiguangdingfa , o ancora Spingere la montagna  o in genere , anche il II livello del Zhineng Qigong, in cui la sequenza di esercizi coinvolge in maniera importante le spalle stesse. In ultimo, per sciogliere, il blocco “spalle-scapole” una pratica impegnativa ma efficacissima è il Chenqi fa  , da cui si possono ottenere grandi risultati, sia fisici che mentali. L’esercizio infatti allena oltremodo la  volontà e allontana lo stress e procurando un senso finale di leggerezza in cui tutto fluisce armoniosamente.

     
  • Paola Borruso 20:14 il 20 July 2016 Permalink |
    Etichette: , , raggiungere le stelle,   

    “Raggiungere le stelle”. Cos’è e come si esegue. 


     

    L’esercizio che segue appartiene alla famiglia degli Yi Jin Jing, una sequenza utile a rinvigorire il corpo, tonificare i muscoli, migliorare l’equilibrio e la salute dell’individuo.

    In particolare,  questa tecnica, che ha il vantaggio di irrobustire le braccia,  lavora sull’elasticità delle articolazioni delle spalle, intervenendo con buoni risultati  su disturbi  come la periartrite scapolo-omerale e/o su quelli più comuni come può essere il “torcicollo”.

    L’esercizio si esegue in posizione eretta. La partenza prevede le gambe aperte quanto la larghezza delle spalle, le braccia allungate ai due lati del corpo, in linea con le spalle e con i palmi delle mani distesi che guardano il cielo. IMG_20160720_194940.jpg

    Da questa posizione, (partiremo da lato sinistro  del corpo) si solleva il braccio sinistro, mentre il destro  rimane inizialmente disteso in linea con la spalla corrispondente fino a che il  sinistro non abbia raggiunto  la posizione verticale. Da questa postura, lentamente il palmo della mano si rivolge prima verso il basso  e poi si richiude ad uncino, tenendo le dita unite fra loro . A questo punto, subentra il movimento della testa che va sollevata verso l’alto e subito ruotata a destra con gli occhi rivolti alla mano. Contemporaneamente a ciò, il braccio destro  discende lungo la schiena, con il dorso della mano voltato verso la schiena stessa. L’attenzione, nonostante lo sguardo sia verso l’alto, è focalizzata sulla colonna. Lo stiramento va mantenuto da tre a cinque atti respiratori, dopo di che si esegue specularmente dall’altro lato. IMG_20160720_194929.jpg

    Durante l’esercizio la respirazione è naturale. Nella fase inspiratoria, la mano che sta sulla schiena preme leggermente.

    L’esecuzione non deve essere frettolosa, la mente è rilassata e serena.

    Fonte e immagini: Daong Zhou, Libro cinese degli esercizi.
     
  • Paola Borruso 12:41 il 17 July 2016 Permalink |
    Etichette: autodidatta, , , video   

    Qigong: posso praticare da autodidatta? 


     

     

     

    fMaestro sì, maestro no? E se sì, fino a quando? E se no, posso apprendere da solo? Queste, e tante altre, possono essere le domande di chi si avvicina per la prima volta alla pratica del Qigong, ma non  è escluso che anche un praticante  avviato  possa interrogarsi periodicamente sul suo cammino e sulla propria indipendenza.  Non ci sono verità assolute che valgano  in modo uguale per tutti: la presenza e l’importanza che riveste un Maestro è del tutto soggettiva. Vi  è chi ne riconosce un punto di riferimento, chi invece, maturando sempre nuove capacità critiche e di giudizio se ne allontana  e va  alla ricerca di nuovi insegnanti, di  nuovi spunti, nuove integrazioni, con l’obiettivo preciso di ampliare le proprie vedute e il bagaglio personale di conoscenze. Non manca infine chi, sentendosi pronto, avvia un metodo tutto suo “autoproclamandosi” Maestro .

    Ma lo scopo di questo articolo non è tanto investigare se un Maestro sia sempre indispensabile o no, quanto piuttosto indagare sulla necessità di avere un buon Insegnante che guidi soprattutto nel momento del  primo approccio con il Qigong.

    Sempre più spesso ho modo di intrattenermi in conversazioni del genere. Basta una minima ricerca su youtube per essere sommersi da tonnellate di video marziali, che propongono centinaia di versioni differenti dei Baduanjin, tanto per fare un esempio. Ma si trovano infinite altre sequenze, applicazioni, esercizi, tecniche, riproduzioni audio e video, sottotitolate, in lingua originale, riprodotte da insegnanti italiani, americani, cinesi autentici o filocinesi, simpatizzanti, esperti, principianti, neofiti, gente navigata e sedicenti esperti. Chi più ne ha più ne metta. Già la prima difficoltà di un neofita, di chi vuole affacciarsi ed avere un’idea di cosa sia questo “mistico” qigong , è quella di passare attraverso una serie di filtri, alla ricerca di una fonte, tra tutte quelle appena elencate ( e fra tante altre ancora..) che sia quantomeno attendibile, che provenga da una scuola certificata, di cui si possa tracciare una storia di qualità. Considerando tutto ciò cosa fatta, si passa al secondo step: aprire il video, mettersi davanti al pc e iniziare a “scimmiottare” ciò che il video stesso propone. “Scimmiottare”, dico, perché, nonostante le buone intenzioni di chi si avvicina alla pratica,  bisogna tenere sempre conto che un video propone sempre un prodotto finito ! C’è da considerare infatti ( e non tutti lo fanno) come, dietro le quinte,ci sia stato un lavoro intenso di allenamento prima di tutto posturale, oltre che mentale, che abbia fatto raggiungere quel risultato.

    A mio avviso, il modo migliore per apprendere è quello di farsi seguire (almeno inizialmente!)  dal vivo, da un insegnante che sia in grado di valutare la nostra situazione di partenza, che consideri i nostri difetti posturali e ci suggerisca gli utili accomodamenti, che individui le pratiche più adatte alla nostra esigenza ( non tutte le pratiche infatti sono universalmente adatte a tutti in ogni momento.. mi piace infatti considerare il qigong come un abito che si adatti alla persona e non al contrario) fin quando il nostro corpo non avrà maturato una memoria di sé , delle posizioni da assumere e della correttezza di queste  in situazioni sia statiche che dinamiche. A volte ci sentiamo rilassati ma ancora non lo siamo: l’interno non sempre corrisponde con ciò che si vede all’esterno. Basterebbe il leggero tocco di un insegnante sulla spalla per farci accorgere, ad esempio, di quanto questa sia contratta, di quanto il nostro Mingmen non sia dovutamente aperto, o di quanto la nostra fronte  sia corrugata nella nostra incessante ricerca di un rilassamento a tutti i costi. Senza trascurare poi l’aspetto emotivo e i benefici delle discussioni di gruppo. Sono numerose infatti, conclusa una pratica, le domande che possono insorgere e che, magari, davanti ad un video non troverebbero adeguate risposte. Domande relative alla pratica stessa, alle sensazioni ricevute o , più semplicemente, ai dubbi durante l’esecuzione: distendere il braccio completamente?  Non del tutto? Girare il capo fino a …? Lo sguardo indirizzato verso dove?  Invece, il peso come deve essere distribuito? Ho pesantezza ai piedi.. che significa? E il mal di testa che ogni tanto insorge? Non sarà che sto praticando nel modo scorretto? Ma quanto deve durare una pratica? E così via…

    Non dimentichiamoci che nel Qigong nessun movimento avviene a caso e che si lavora per assicurare il corretto fluire dell’energia nei meridiani, come insegna la MTC, quindi la correttezza del movimento è tra gli elementi da non trascurare.

    Il qigong si nutre dunque anche della pratica di gruppo e del confronto costante.

    Con tutto ciò non voglio assolutamente gettare discredito sull’impegno profuso da quanti condividono il loro sapere e le loro tecniche tramite video!  Ritengo che siano dei giusti supporti ma non immediatamente adatti a chi deve cominciare, per le ragioni che ho esposto sopra. Mi sento ancora rispondere, da chi si rivolge a me e ne ottiene i consigli che vi ho scritto, che le pratiche sono costose e frequentare i corsi non è alla portata di tutte le tasche. Su questo mi mettete alle strette, cari amici! Però vi dico che in giro ci sono tanti eventi gratuiti condotti anche allo scopo di diffondere il Qigong presso chi non lo conosce ancora:  eventi   che potreste inizialmente frequentare .

    Infine..non praticate da soli! Sicuramente tra di voi ci sarà qualcuno che possa condurre un gruppo, che abbia avuto maggiore esperienza e con il quale potreste confrontarvi nell’attesa.

    Bene! L’argomento è davvero vasto e ho cercato di sintetizzare le mie motivazioni. Attendo i vostri riscontri sull’argomento.

     

     

     

     

     
    • Sam Stoner 23:25 il 17 luglio 2016 Permalink | Effettua il login per rispondere

      Sul tuo sito, questo, ho trovato tutte le risposte alle domande sorte durante la pratica. Ovvio che ho iniziato con un maestro (Vito Marino) ma praticando sono sorti dei dubbi che prima non si erano manifestati. Comunque concordo con te nella necessità di essere seguiti da un maestro quando si inizia. Qui a Roma ci sono buoni maestri, sempre formati dalla vostra Scuola.

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  • Paola Borruso 11:15 il 5 July 2016 Permalink |
    Etichette: , ,   

    Letture e libri sul Qigong 


    In questo articolo vi segnalo alcune letture sul Qigong.

    • Taijiquan stile chen xiaojia e QiGong” – di Lucio Pippa, Carmela Filosa, Chen Peiju, Renato Crepaldi, Lucio Sotte – Casa Editrice Ambrosiana – con DVD allegato.
    • Qigong Meditation: Embryonic Breathing – Yang, Jwing-Ming
    • Qigong Meditation: Small Circulation, The Root of Spiritual Enlightment – Yang, Jwing-Ming
    •  Metodo pratico di autoelevazione col Qi Gong – Li Xiao Ming
    • Le Radici del Qi Gong Cinese e Qi Gong Il Segreto della Giovinezza – entrambi di Yang Jwing Ming
    • Ginnastiche Cinesi Qi Gong – Sotte ed altri
    •  IL Respiro Primordiale – vol. I e II – autori vari
    •  Qi Gong ed Energia Vitale – George Charles
    •  Opening the Energy Gates of Your Body: Qigong for Lifelong Health – Bruce Frantzis • I LIbri di Mantak Chia in Inglese in generale
    • • Vito Marino – Ramon Testa Zhineng Qigong- Manuale completo di teoria e pratica di qigong Editore Nuova Ipsa
    • • Monica Esposito . Il Qigong, la nuova scuola taoista delle cinque respirazioni. Padova: Muzzio, 1995.
    • L’alchimia del soffio. Roma: Ubaldini, 1997.
    •  Kenneth Cohen “L’Arte e la Scienza del Qigong” Edizioni Erga .
    •  Carlo Moiraghi;LA VIA DELLA FORZA INTERIORE – Trattato di energetica esperienziale cinese”; Jaca Book
    • Carlo Moiraghi “QI GONG – L’arte di nutrire la vita”.
    •  Lam Kam Chuen “LA VIA DEL QI GONG – L’arte cinese della forza e della energia”
    •  Alan Watts. Il Tao, la via dell’acqua che scorre. Ubaldini,
    • “Le tre vie del Tao” del M° Flavio Daniele Ed. Luni,
    • “Iniziazione al Qigong cinese, gli otto pezzi di Broccato” del dottore e M° Yang Jwing-Ming Ed. Mediterranee.
    •  “Il Tao del Tai-Chi Chuan” di Jou Tsung Hwa Ed.Ubaldini. “L’energia che cura il corpo” di Yang Jwing-Ming Ed. Mediterranee.
    •  “Ci Kung, le sei respirazioni risanatrici secondo il Tao e l’Akasha” di Rufus Rion Yogamurti e Mercedes Deotto Salimei Ed. Mediterranee.
    •  “Le radici del QiGong Cinese” sempre di Yang Jwing-Ming Ed. Mediterranee.
    •  “Corso Base di Qi Gong” di Weizhong Sun, Ed. Red.
    • “Qi Gong, manuale per operatori e appassionati” di When Zhongyou,e Giacomo Valpiola Ed. Red.
    •   “L’aureo classico del lavaggio dei midolli” curato da Ma Xuzhou e Giulia Boschi ed. Ambrosiana
    •  Ooi Kean Hin, Zhineng Qigong: Introduzione, teoria olistica e Scienza del Qigong, Createspace, 2013.
    • • Ooi Kean Hin, Zhineng Qigong: Uso cosciente della mente e Coltivazione del Daode, Createspace, 2013
    • • “Smiling anatomy for children. Universal Chi Kids. Level 1/2/3. Sarina Stone e Mantak Chia” Appendice ( altre letture )
    •  “Respirazione naturale” di Dennis Lewis, ed Tecniche Nuove:
    •  ” Qi Gong – storia e metodo dell’Arte del Respiro” di Suen Koei Li Luni Ed.;
    •  “L’arte del Chi Kung” di Wong Kiew Kit, Astrolabio
    •  QI Gong – Dalle lezioni del maestro di Qi Gong Li Xiao Ming”, Calosci Cortona ed. • “Esercizi terapeutici cinesi”, L’alta medicina/66 red edizioni•
    • “La ginnastica del drago cinese” di Tzu Kuo Shih L’altra medicina/129 red edizioni
    •  “Qi Gong – Esercizi energetici per tutte le stagioni” Caterina Martucci e Grazia Rotolo Mursia ed.
    •  “Daoyin Yangsheng Gong ” di Zhang Guangde Nuova Ipsa ed.
    •  “Guida al Qi Gong” di Maurizio Gandini, De Vecchi ed.
    •  “Qi Gong taoista” di Sat Chuen Hon editrice pisani
    •  “Qi Gong per la donna” di Dominique Ferraro, Xenia ed, ;
    •  “Il Tao della donna” di Maitreyi D. Piontek, esoterica ed.

    I vostri suggerimenti:

    • Maestro Mantak Chia:
      “Tao yoga”,
      “Tao Yoga – Chi Kung Dell Energia Esercizi Della Camicia Di Ferro Per Migliorare Ed Equilibrare La Salute Fisica Mentale E Spirituale”,
      “Tao yoga. Fusione dei cinque elementi”
      ed infine “La struttura interna del Tai Chi: 1”.
      Sono tutti pubblicati dalle Ed. Mediterranee.
    • L’invisibile danza , Fausto Nicolli , Edizioni Età dell’acquario

    Chi volesse segnalare ulteriori volumi può farlo contattandomi avendo cura di segnalare Autore, Titolo, Casa Editrice .

    Grazie  a quanti si uniranno per collaborare.

    L0038889 Chinese woodcut: Qigong exercise to treat back and leg pain

     
    • gianlucavisconti 13:33 il 5 luglio 2016 Permalink | Effettua il login per rispondere

      Cara maestra Paola,
      mi permetto di aggiungere alla bibliografia alcuni testi del Maestro Mantak Chia:
      “Tao yoga”,
      “Tao Yoga – Chi Kung Dell Energia Esercizi Della Camicia Di Ferro Per Migliorare Ed Equilibrare La Salute Fisica Mentale E Spirituale”,
      “Tao yoga. Fusione dei cinque elementi”
      ed infine “La struttura interna del Tai Chi: 1”.

      Sono tutti pubblicati dalle Ed. Mediterranee.

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  • Paola Borruso 9:59 il 22 May 2016 Permalink |
    Etichette: cerchio, disporsi in cerchio, pratica circolare,   

    Il simbolo del cerchio nella pratica del Qigong 


    Durante le pratiche di Qigong prediligo sempre un assetto circolare dei partecipanti . Il cerchio rappresenta infatti la fusione del mondo naturale con il cosmo, presenta  il processo dell’esistenza nella sua interezza e nella sua globalità ed è anche raffigurazione del movimento energetico.Basti fare una ricerca sulla simbologia del cerchio e ci si accorgerà di come questa figura possegga significati profondi.Di seguito solo alcuni esempi:

    l2582

    Mandala tibetano

    Il mandala  è rappresentato proprio da un cerchio in cui le tradizioni tibetane riconoscono  il centro di tutte le cose.

     

     

     

     

    La cosmologia taoista possiede una concezione ciclica dell’esistenza .tao

     

    Enso-1

    Nella pittura buddista Zen, la famosa pennellata d’inchiostro che rappresenta il cerchio (Ensō ,円相) è metafora dell’ispirazione assoluta, che unisce quanto è visibile e quanto è nascosto.

     

     

    qi-field-zhineng.jpg

    Praticanti di Zhineng Qigong disposti in cerchio

    Eseguire una pratica disponendosi in cerchio può avere una valenza aggiuntiva poiché nel cerchio rivive ed è rappresentata la circolarità dell’energia nel suo incessante fluire. Il cerchio è difatti energia in movimento,  proveniente dalla fusione continua, non interrotta dell’energia stessa:  universale e dei praticanti. La forza dell’intenzione comune (proveniente dalla somma dell’intenzione dei singoli)  imprime movimento e questo ( a sua volta)  realizza  una fusione globale.   Il cerchio suggerisce l’annullamento di ruoli troppo determinati che possono talvolta essere d’intralcio alla pratica  (Maestro/Allievo) e sminuisce l’ego a favore di una uniformità, invitando alla visualizzazione del campo energetico complessivo di tutti i praticanti nel mondo, in cui tutti sono, in ugual misura, preziosi partecipanti.

    Anche nel piccolo, dunque, rivive il grande. Un piccolo cerchio di praticanti, all’interno di una stanza, all’aperto in un prato,  rappresenta insieme un cosmo e un ambiente di lavoro in cui muoversi e stabilire connessioni.

     

    Il cerchio rappresenta, infine, il campo di buone  “informazioni” che circolano fra i praticanti all’interno della pratica stessa .

     

    Tutte le immagini sono reperite in rete. Chi le riconoscesse come proprie può farlo attraverso segnalazione.
     
  • Paola Borruso 12:52 il 13 May 2016 Permalink |
    Etichette: cosa è il qigong, presentazione qigong   

    Come presentare il Qigong a chi non ne ha mai sentito parlare 


    qigongold6Il Qigong è una disciplina praticata in Cina da migliaia di anni  che mira al benessere, alla crescita  e alla trasformazione dell’individuo, prendendosi cura del corpo  e della mente.  Il qi gong , difatti, è una pratica di auto-coltivazione a vantaggio della persona tutta, sia essa corpo che parte psichica (mente, emozioni, sentimenti) . La sua pratica accresce la ricchezza spirituale dell’individuo guadagnandogli una condizione di fusione con la Natura e di sintonia col Creato. Tra i suoi obiettivi immediati  vi sono la tutela o il  ripristino della la salute,  la longevità , la riduzione dello stress, il riequilibrio delle  emozioni. E’ assolutamente appropriato per sciogliere le tensioni emotive e corporee. La sua pratica è profondamente diversa dalle numerose arti della cultura fisica e dagli sport poiché l’attenzione è posta all’interno del corpo e non vi è alcuno spirito competitivo. Il Qigong  migliora la coordinazione e scioltezza, affina la coscienza, regola la respirazione, aiutando  a ritrovare calma e serenità . Con la pratica del Qigong si impara a compiere un lavoro (gong) con l’energia (Qi): questa, attraverso tecniche specifiche che prevedono un corretto uso della mente e del corpo, viene indirizzata nell’organismo per ristabilire armonia dove è necessario. Il Qigong, denominato anche “arte di lunga vita”perché  accelera infatti il processo di rinnovamento delle cellule, ossigena i tessuti, calma la mente e allontana i pensieri negativi, riequilibra le disarmonie degli organi interni, favorisce l’ autoguarigione dell’organismo e aiuta a mantenersi attivi e propositivi nei confronti della realtà quotidiana. La pratica costante riduce lo stress, scioglie le tensioni accumulate, rinforza l’energia vitale (Qi) elevando lo  stato di salute,  permette inoltre  di  prevenire le malattie e di intervenire su di esse . I praticanti di Qigong accrescono inoltre  la concentrazione, migliorano la volontà e perfino  la resistenza alla fatica.  Gli esercizi, lenti e armoniosi, sono adatti a  tutte le  età.

     

    .

     

     
  • Paola Borruso 10:23 il 28 March 2016 Permalink |
    Etichette: collo, collo di gru, mento, , tratto cervicale, vertebre cervicali,   

    Collo di gru: come mobilizzare il tratto cervicale. 


     

     

    gru cenerina-2Collo di gru

    Questo esercizio, appartenente alla pratica e alla sequenza di II livello del Zhineng Qigong, si rivela molto efficace per le mobilizzazioni cervicali proprio per il lavoro che  effettuato sul tratto cervicale stesso . La pratica costante apporta benefici anche sull’intera colonna.

    La tecnica viene soprannominata Collo di gru proprio per trasmettere l’informazione di mobilità e grande flessibilità e per suggerire la visualizzazione adeguata durante l’esercizio. Si fa richiamo infatti alla gru, uccello dal collo estremamente mobile e flessuoso.

    L’esercizio è molto semplice, l’intero corpo rimane fermo ma il movimento del capo/collo/ mento   richiedono precisione . La fase preparatoria è quella di apertura di tutti gli esercizi in posizione eretta. (sull’argomento vedi anche Come guadagnare una postura corretta).

     

    Descriverò l’esercizio prendendo come riferimento il mento.

     

    I Fase.

    Si inizia ritraendo il più possibile il mento verso il collo:  questo primo accorgimento renderà possibile lo stiramento delle vertebre. Mantenendo il collo in questa posizione, la testa pian piano si inclina indietro, avendo cura, nel movimento, di non chiudere Yuzhen (occipite). Arrivati alla massima inclinazione possibile verso dietro, il mento, che guida  il movimento e si dirigerà verso il cielo, e da qui con un semicerchio si sposterà in avanti , poi verso il basso, scendendo a livello del petto ( fin dove ci è possibile). Da lì, il mento percorrerà in risalita la linea del petto fino a che il capo non tornerà di nuovo eretto e il punto Baihiu non sarà nuovamente in asse a “spingere il cielo”.

    Di questa rotazione completa si eseguiranno 9 movimenti o multipli di nove.

    II Fase. Ripetere il movimento con sequenza inversa.

    Il movimento quindi si ripeterà seguendo la dinamica contraria. Da Baihui che spinge il cielo, il mento, sempre  ritratto verso la gola (in modo da distendere sempre il tratto cervicale), scenderà e sarà portato in giù lungo il petto (il capo quindi si inclinerà leggermente verso il basso, in avanti) stirando il tratto cervicale fin dove ci è possibile. Giunti al massimo stiramento, con un semicerchio, condurremo il mento in risalita verso il cielo: prima quindi il movimento sarà in avanti e poi continuerà ancora poi verso l’alto (avendo cura di non chiudere yuzhen mentre il capo sarà portato indietro).

    A questo punto, il mento, che appunto si trova verso l’alto, comincerà lentamente a “rientrare” verso il collo, riportando il capo in situazione eretta, con Baihui che spinge il cielo.

    Anche di questa sequenza inversa, il numero di ripetizioni consigliato è 9 o multipli.

     

    L’esercizio è visibile nel video al link sotto riportato dal min. 3:39 al min. 8:00

     

     

    Metodo per l’integrazione di corpo e mente. Parte 1

     

     

     

     

     
  • Paola Borruso 8:59 il 12 March 2016 Permalink |
    Etichette: laqi,   

    Zhineng Qigong. Come praticare il Laqi Guanqi 


    laqi

     

     

     

     

     

     

     

     

    Laqi : lett. “tirare il qi”

    Guanqi: lett. “penetrare il qi”

    Il laqi è un esercizio al quale potremmo riconoscere  il ruolo di esercizio fondamentale poiché si trova, presentato sotto forme differenti, nell’intero corpus del Zhineng qigong. E’ possibile apprezzarlo bene e praticarlo subito nell’intera pratica del I livello.

    La sua tecnica base è molto semplice, tant’è che nella fase didattica ( quindi di apprendimento del metodo) il laqi viene annoverato fra i primi esercizi da proporre ai praticanti . La sua semplicità  non deve trarre in inganno poiché siamo di fronte ad una tecnica dalle enormi potenzialità. Esse sono direttamente proporzionali alla qualità e alla quantità della pratica.

    Esso lavora sulla connessione interno esterno e sullo scambio tra il qi del praticante e quello dell’universo, che insieme formano un intero. E’ per questo motivo che la tecnica viene utilizzata anche per trattare una zona del corpo all’interno della quale vogliamo “penetrare” energia.

    Esecuzione della forma base: 

    (Leggi il resto…)

     
  • Paola Borruso 17:14 il 4 March 2016 Permalink |
    Etichette: otto formule,   

    Le Otto Formule del Zhineng Qigong 


     

    8-frasesLe otto formule del Zhineng Qigong rappresentano esse stesse una pratica di Qigong.

    Recitate o cantate, esse hanno lo scopo di introdurre alla pratica favorendo le tre regolazioni e l’acquisizione dello “stato di Qigong”

    顶 天 立 地 Ding tian li di

    形 松 意 充 Xing song yi chong

    外 敬 内 静 Wai jing nei jing

    心 澄 貌 恭 Xin cheng mao gong

    一 念 不 起 Yi nian bu qi

    神 注 太 空 Shen zhu tai kong

    神 意 照 体 Shen yi zhao ti

    周 身 融 融 Zhou shen rong rong

    La testa spinge il cielo, in piedi  sulla terra

    Il corpo si rilassa, la mente si espande

    Rispetto all’esterno, calma dentro

    Cuore limpido, corpo trasparente

    Nessun pensiero distrae

    La mente chiara osserva lo spazio

    La mente illumina il corpo

    Tutto il corpo si fonde con il Qi.

     

    Head up into the sky, feet down deep below

    Body relaxes and mind expands

    Respect oursite and quiet inside

    Mind is clear and appearance is humble

    No distracting thoughts

    Clear mind fill the universe

    Mind illuminate the whole body

    Entire body is harmonized with Qi.

     

    Le otto formule cantate: clicca su

     

     

     
  • Paola Borruso 11:34 il 21 February 2016 Permalink |
    Etichette: corsi, lezioni,   

    Lezioni introduttive al Zhineng Qigong 


     

    cora-zhineng1° Modulo introduttivo, da me condotto, alla conoscenza del Zhineng Qigong e dei suoi principi fondamentali

    Luogo: Palermo, Via Contessa Adelasia 5.
    Le lezioni si terranno i venerdì del mese di Marzo dalle ore 18:30 alle 19:45
    Obbligatoria la prenotazione a motivo di posti limitati
    (tel. Studio AdelAsia 091/6512081 in orari di Studio, o contattandomi  con mail paolaborruso@libero.it )

    vedi anche evento facebook

     
  • Paola Borruso 10:50 il 14 February 2016 Permalink |
    Etichette: , , , ,   

    Un bellissimo e completo articolo sul Qigong:Taiji e Qigong in quiete della professoressa Hu Lijuan a cura di Giulia Boschi 


     

     

    999e6ffe97965290d18e6cd15357a2d2Il Qigong è un metodo completo ed ordinato di auto-training, fondato sull’esercizio del pensiero e sul controllo-armonizzazione di corpo, respiro e mente al fine di ottenere un miglioramento delle proprie condizioni psico-fisiche.

    Per quale motivo affrontiamo le tecniche del Qigong in quiete? La maggior parte delle preziose tecniche di lungavita cinesi, raccomandano, per esperienza, di preservare l’equilibrio fra quiete e movimento che naturalmente caratterizza il nostro organismo. Per riuscire a sopravvivere però quasi sempre, durante il giorno, ci troviamo in uno stato di eccessiva dinamicità o ancora peggio siamo sottoposti ad una continua tensione e ad un’attività eccessiva. Questo è il motivo per cui è così importante nutrire la quiete interiore; quindi, per quanto riguarda le pratiche di lungavita, lo stile in quiete risulta attualmente ottimale.

    Nel Canone di medicina dell’Imperatore Giallo, nel primo capitolo si legge: “Vuoti, in quiete, senza bramosia né ambizioni, l’autentico Qi li riempiva, spirito ed essenza custoditi all’interno: da dove mai sarebbe potuta venire la malattia?”. Ancora è scritto: “Padroneggiavano [le leggi di] cielo e terra, tenevano in pugno lo Yin e lo Yang, esalavano ed inalavano Qi quintessenziale (Jing Qi), nella solitudine preservavano lo spirito, e la loro carne era una cosa sola…”. Queste due citazioni ci narrano in fine linguaggio che gli ‘uomini autentici’ dell’antico passato, padroneggiavano le leggi delle trasformazioni universali; conoscevano i tempi ed i meccanismi dei mutamenti di Yin e Yang e mantenevano, nella loro vita quotidiana e nel corso dei loro pensieri, una 2 quiete serena. Senza bramosie né ambizioni, non nutrivano eccessive aspettative o brame; erano arrivati alla conoscenza dell’arte di preservare lo spirito quintessenziale all’interno, senza disperderlo in giro; nella solitudine preservavano il loro spirito senza sprecarlo; compivano spesso pratiche di respirazione ossigenandosi con l’aria fresca e riuscendo, in questo modo, a far circolare liberamente per tutto il corpo il Zhen Qi “Qi autentico”: la sostanza più sottile che sostiene e mantiene l’attività vitale del nostro organismo. Di conseguenza erano al riparo dalla malattia e riuscivano ad ottenere l’unità di corpo e spirito, vivendo molto a lungo in ottima salute. Queste due citazioni del Neijing, rappresentano l’origine dei principi teorici sui quali si fonda l’arte millenaria del Qigong di lungavita, tramandataci dai nostri antenati. Il riferimento è al Qigong seduti in quiete. La porta d’accesso della vera pratica Qigong in quiete è piuttosto difficile da varcare; bisogna utilizzare la comprensione e la coscienza dello spirito perfettamente in pace, solo allora sarà facile ottenere degli enormi vantaggi.

    Alcuni termini chiave

    • Taiji del Qigong in quiete:

    Il Taiji del Qigong in quiete è un metodo di pratica del Qigong in quiete basato sui principi teorici del Taiji. Il Taiji è il corpo del sistema YinYang. L’abbracciarsi reciproco di Yin e Yang nel Taiji è ciò che dà nascita a tutte le cose. Secondo la teoria del Taiji, ogni cosa ha un suo Taiji; anche il corpo umano viene pertanto considerato come un Taiji: l’unione di Yin e Yang in un unico sistema. Tutta la teoria della medicina tradizionale cinese, centrata sul sistema Yin Yang e cinque fasi (legno fuoco terra metallo acqua), deriva dalla scienza dei mutamenti la cui origine, chiave di volta e meccanismo principale è il Taiji.

    • Yin Yang:

    “Nel mutamento è il Taiji, esso genera i due emblemi”; I “due emblemi” altro non sono che i due Qi dello Yin e dello Yang. L’attività opposta e complementare di Yin e Yang è l’origine ed al contempo la forza propulsiva che fa nascere, crescere e sviluppare ogni cosa nell’universo; nello Huangdi Neijing ciò è espresso in questi termini: “Yin e Yang sono il Dao di cielo e terra, il modello spaziale e temporale di tutte le creature, padre e madre di ogni mutamento e trasformazione, la radice e l’origine di nascita e morte, il deposito della luce dello spirito”. Secondo il Neijing è indispensabile che gli individui preservino l’equilibrio fra Yin e Yang perché solo così è possibile avere una vita normale [senza malattia]. Il Taiji 3 del Qigong in quiete punta proprio a questo scopo: mantenere l’equilibrio dinamico di Yin e Yang che regola la vita del corpo umano.

    • Movimento e quiete

    Quiete e movimento sono i segni dello Yin e dello Yang: nel Suwen, cap. 7, è scritto: “La quiete è ciò che si intende per Yin, il movimento è ciò che si intende per Yang, “. La pratica del Qigong richiede principi e metodo, in altre parole “Il movimento ha le sue leggi, la quiete i suoi requisiti”; “Questo è ciò che si chiama lungavita: movimento e quiete secondo il Dao [legge]”

    • Qigong in quiete

    Il Qigong in quiete richiede al praticante di mantenere il corpo nello spazio senza una qualsiasi forma di movimento, ossia richiede di mantenere una relativa immobilità fisica. Ma se si vede l’esercizio dal punto di vista del Qi, allora c’è movimento: il Qi all’interno del corpo non è quiescente ma anzi si muove più del solito ed il suo movimento si trasforma in modo ordinato, allo scopo di equilibrare e fondere Yin e Yang, regolare ed armonizzare Qi e sangue, sbloccare e mettere in comunicazione i meridiani, nutrire il Qi autentico, mantenere il corpo forte e in salute e prolungare la vita. Nel Suwen, cap. 8, è scritto: “Il cuore [la mente] è il sovrano di tutti gli organi, (…) se si pacifica in basso la luce del sovrano e in tal modo si nutre il principio vitale, allora si vivrà molto a lungo”. Questa frase sottolinea l’importanza cruciale che hanno, nell’esercizio del Qigong, l’aspetto psicologico e spirituale.

    • Qi

    Indica una sostanza estremamente sottile. L’uomo è nel Qi, il Qi è nell’uomo. Se il Qi si accumula si nasce, se si disperde si muore. Esistono molti tipi di Qi. Nel Neijing si parla dei sei Qi atmosferici: vento, caldo, fuoco, secchezza, umidità, freddo. Si parla anche di Qi soggettivo – o Qi terrestre – e di Qi oggettivo – Qi celeste-. Ci sono anche il Qi Yin, il Qi Yang, il Qi quintessenziale (Jing Qi), il Qi patogeno (Bing Qi), il Qi ‘retto’ [difese immunitarie] (Zheng Qi), il Qi ‘deviato’ [patologico] (Xie Qi) ecc. ecc. In breve, tutte le creature dell’universo hanno Qi e tutte sono immerse nel Qi; però molti Qi che hanno un sapore, che hanno un colore, non riescono ad essere né visti né odorati dai sensi del corpo.

    Spiegazione di alcuni principi del Qigong

    Se si desidera praticare Qigong è bene prima avere chiari alcuni principi essenziali, poi si studia la tecnica dell’esercizio e poi si debbono ben comprendere i rapporti fra principi teorici e tecnica pratica.  “Il principio è il criterio della tecnica; la tecnica è la misura del principio; se i principi non sono corretti, la tecnica non è giusta, se la tecnica non funziona, i principi non sono chiari”. La tecnica deve essere al servizio dei principi, deve uniformarsi ai principi.

    Innanzitutto è necessario entrare nell’ottica dell’importanza della vita e della preziosità dell’essere umano. Nel Suwen, cap. 25, è scritto: “Fra ciò che il cielo copre e la terra sostiene, fra tutte le possibili creature, non ve n’è una più preziosa dell’uomo”; quindi si sostiene che fra tutte le cose, l’uomo ha il maggior valore. Solo se si ha grande considerazione per la vita umana si può dare valore alle pratiche di lungavita, dedicarsi alla ricerca delle leggi che servono ad impadronirsi di una buona salute e della longevità e prevenire le malattie. A che scopo illustrare le tecniche di lungavita a quelli che prendono la vita alla leggera e spesso hanno comportamenti ed atteggiamenti che feriscono il principio vitale o che addirittura – nei casi peggiori – portano al suicidio?

    Dao e De

    Dao è la legge della natura. De è la conoscenza e l’esperienza del Dao. In senso traslato si può anche dire che De è virtù. “Coloro che conoscono Dao non vengono uccisi dal cielo, coloro che conoscono De non sono danneggiati dalla terra; se Dao e De si compenetrano, il corpo non deperisce e non invecchia”.

    Se si comprende la legge che regola la vita e la morte, si possono evitare gli atti che danneggiano la vita. Se il cuore è virtuoso e si fa del bene, si eleva lo spirito, l’animo sarà allegro e sereno e ciò sarà di enorme vantaggio per una lunga vita in salute. Quando Confucio disse “la virtù fa vivere a lungo” intendeva questo.

    “La mia vita non è nelle mani del cielo ma nelle mie mani, tutto sta nel modo di agire”. Un altro detto attribuito a Confucio recita: “Ci sono tre cose che portano alla morte: se il luogo dove si dorme non è giusto, se si mangia in maniera irregolare, se si eccede nel lavoro e nella fatica; le malattie che ne derivano sono mortali”. E’ proprio quel che si dice: “non è nelle mani del destino (non è il cielo che lo vuole) ma ce lo si attira da soli (siamo noi a determinarlo). Soltanto se si entra in quest’ottica, di afferrare il proprio destino e la propria vita, si potrà perseguire con entusiasmo l’arte di longevità, indagare ed impadronirsi della scienza e del metodo di nutrimento del principio vitale, ottenendo così una vita lunga e in piena salute.

     

    • Concetto dell’influenza del ‘cielo’ sull’uomo

    Nello Huangdi Neijing Lingshu, cap. 79, è scritto: “L’uomo forma una triade con il cielo e la terra e viene influenzato da sole e luna” L’ambiente ha un’influenza reale sulla salute dell’uomo, bisogna praticare Qigong in un ambiente tranquillo e pulito.

    • Concetto di unità fra forma corporea e spirito

    “Spirito e forma si sostengono reciprocamente, tutte le loro trasformazioni partono dal cuore [mente]” (Neijing) In questa breve frase è contenuta un’affermazione teorica dalle vastissime implicazioni. Nel primo capitolo è scritto: “Se la forma corporea non viene consumata lo spirito non si disperde e si può arrivare a cent’anni”; nel cap. 13 si legge: “Chi ottiene lo spirito prospera, chi perde lo spirito scompare” a ribadire cosa accade in caso contrario.

    • Preservare la morbidezza

    Nel Daodejing è scritto: “L’uomo quando nasce è tenero e soffice, quando muore duro e rigido…la durezza e la rigidità sono il cammino della morte, la tenerezza e cedevolezza quello della vita”. Chi pratica Qigong deve permanere in un atteggiamento mentale di morbidezza e cedevolezza, nella “tenera cedevolezza” c’è grande abbondanza di forza vitale, mentre la “forte rigidità” è l’anticamera della vecchiaia e della morte. “Le cose robuste invecchiano” “Ruotando il Qi si perviene alla morbidezza”; queste due frasi indicano il raggiungimento di uno stato di grande sofficità fisica, come quella di un neonato, che è pieno di forza vitale; in questo modo si potrà vivere a lungo e in salute.

    • Amare profondamente i tre tesori

    Jing [essenza] Qi e Shen [spirito] sono i tre tesori del corpo umano. Jing è la sostanza quintessenziale che sostiene l’attività vitale dell’organismo. Nel Neijing, cap. 1, si sottolinea più volte l’importanza del rapporto fra Jing / Qi e salute / longevità e si ammonisce: “Se il desiderio porta a disperdere la propria essenza e a depauperare l’autentico [Qi], se non si sa come preservare la pienezza [della propria energia]…a cinquant’anni si è già decaduti”. Bisogna invece arrivare a “Far scorrere senza ostacoli il Qi e [il sangue nei] vasi; avere sovrabbondanza di Qi renale; in questo modo si evita la vecchiaia, si completa la forma corporea, si mantiene anche in età avanzata un corpo forte e in grado di generare”.

    Anche il Qi è una sostanza sottile e quintessenziale; è la base fondamentale della vitalità psico-fisica, l’origine della vita e della natura individuale, il sovrano della luce dello spirito [intelletto], la madre di tutte le creature. Gli uomini nascono e vivono nel Qi, al Qi si deve la loro nascita, crescita, 6 deperimento e morte. Chi spreca il proprio Qi muore prematuramente, chi lo usa bene vive a lungo. Chi pratica le arti di lungavita deve dare la massima importanza al nutrimento del Qi, non bisogna ‘emettere Qi’ a casaccio o disperdere il Qi.

    Shen rappresenta la condizione psichica dell’attività vitale ed anche la nostra attività mentale. “Shen è figlio di Qi, Qi è madre di Shen” d’altro canto anche lo Shen influenza il Qi; se lo spirito è irrequieto (come un cavallo) il Qi si disperde, se ci si lascia travolgere dalle emozioni, il Qi diventa caotico. In che modo nutrire e preservare Jing, Qi e Shen? “Gli occhi non vedono e lo spirito si condensa, le orecchie non odono e si protegge l’essenza, la bocca non parla e si nutre il Qi”. Se si tengono ben chiusi i tre passaggi di occhi, orecchie e bocca allora si protegge l’essenza, si nutre il Qi e si preserva lo Shen. Questo è ciò che deriva dall’accumulo delle preziose esperienze degli antichi che ci indicano come la migliore pratica da realizzare sia quella del Qigong in quiete.

    • La norma di flusso e controflusso

    “Se si segue il flusso nasce l’uomo, se si risale il flusso si diventa immortali; solo in questo sta il rovesciare al vertice” Questa frase indica che bisogna ribaltare il normale processo vitale di “emissione all’esterno” trasformandolo in un “risalire il flusso all’interno”; il che include l’esercizio del “ritorno dell’essenza per nutrire il cervello” cioè utilizzare ciò che viene normalmente disperso all’esterno per un nutrimento interno, raggiungendo così lo scopo di allungare la vita.

    • Sapere quando (quanto) basta

    In un certo senso, sapere quando qualcosa è sufficiente, rallenta il corso del normale processo di esistenza, mentre non accontentarsi mai lo velocizza. Nel Daodejing è scritto: “Non c’è rovina più grande che non riconoscere il bastevole, non c’è luogo più vasto della concupiscenza; coloro che conoscono la sufficienza non mancano mai di nulla” “Se si sa quando basta non si cade in disgrazia, se si sa quando fermarsi si evita il pericolo, così si può durare a lungo”. Se si conosce quando e quanto basta, si è sempre felici, si conquista pace e serenità, si stabilizza il proprio cuore; tutto ciò è estremamente vantaggioso per la pratica del Qigong e per la salute.

    • Seguire la natura

    “La norma del Dao è la spontaneità” ; si richiede che l’essere umano diventi una sola cosa con il mondo naturale. L’equilibrio di Yin e Yang nella natura è il requisito fondamentale della nascita e del preservarsi in 7 vita di tutte le creature del mondo. Se si perde questo equilibrio nasce la malattia e si può arrivare a perdere la propria stessa esistenza. “Guardare troppo a lungo danneggia il sangue, stare distesi troppo a lungo danneggia il Qi, stare seduti troppo a lungo danneggia la carne, stare in piedi troppo a lungo danneggia le ossa, muoversi tropo a lungo danneggia i tendini”: qualsiasi eccesso contribuisce a far perdere l’equilibrio. Nell’esercizio del Qigong bisogna sempre ricercare il centro, mantenere mente e corpo in armonia, riportare l’organismo da una condizione sbilanciata ad un nuovo equilibrio.

    Qigong di base

    Per il Qigong di base è indispensabile la guida di un maestro.

    Le sezioni del Qigong di base sono: attenzione sul Dantian, attenzione sul Mingmen, attenzione sullo Huiyin; queste tre tecniche hanno, dal punto di vista dell’attuazione e dell’utilizzo, dei punti in comune che sono:

    • Fase di preparazione

    Prima dell’esercizio di Qigong è bene liberare vescica e intestino e riposare in relax dai tre ai dieci minuti, senza pensare a nessun problema; in questo modo è possibile tranquillizzare il cervello. Prima di accingersi all’esercizio è bene slacciare la cintura dei pantaloni, al fine di facilitare il movimento spontaneo del ventre, che segue la ‘respirazione’ del Dantian.

    • Posizione

    Non si bada alla forma ma soprattutto alla naturalezza e comodità; il Qigong si può fare in ogni modo, seduti, in piedi, proni o supini. Per aiutare i lettori ad impadronirsi delle tecniche d’esercizio che abbiamo indicato, vengono illustrate di seguito alcune fra le posizioni abituali generalmente scelte per l’esercizio, per darne una visione d’insieme.

    Posizioni sedute

    Sono fondamentalmente tre: quella libera, quella eretta e quella a gambe incrociate (nelle sue varianti); la maggior parte dei praticanti preferisce generalmente quella libera. °

    Posizione seduta libera:

    si sta seduti comodi su una sedia, una panca o ai piedi del letto; le gambe sono divaricate alla stessa altezza delle spalle, i due piedi ben poggiati per terra, i palmi delle mani possono essere o appoggiati sulle cosce, oppure l’uno sull’altro (il destro appoggiato sul dorso della mano sinistra o viceversa) appoggiati davanti all’ombelico, come si preferisce. Oppure si stendono leggermente le gambe in avanti con il piede sinistro poggiato sul destro o viceversa. Bisogna essere naturali e rilassati. Se si è seduti sul letto, si può anche tenere una gamba dritta e una  piegata con la pianta del piede rivolta verso l’interno dell’altra coscia. Non esistono requisiti particolari per la posizione della testa e della parte superiore del corpo, l’accento è sempre sulla naturalezza e sull’agio.

    Posizione eretta

    Si sta seduti su una sedia, con la schiena ben dritta, le anche sulla stessa linea delle ginocchia, i due piedi allo stesso livello appoggiati per terra.

     Posizioni a gambe incrociate

    Sono fondamentalmente due: quella con entrambe e ginocchia piegate (posizione del loto) e quella libera.

    Posizione del loto:

    seduti sul letto con le ginocchia piegate, si porta innanzitutto il piede destro sulla coscia sinistra e successivamente il piede sinistro sulla coscia destra, mantenendo le rotule su un’unica linea; le due mani sono poggiate sulla parte anteriore delle ginocchia; testa, collo e parte superiore del corpo sono eretti naturalmente in maniera confortevole. Questa posizione risulta piuttosto costrittiva per il corpo e per la mente, quindi sono in pochi a sceglierla.

    Posizione libera:

    Seduti sul letto, la gamba sinistra è piegata con il piede appoggiato su quella destra che resta distesa in avanti (è anche possibile mantenere distesa la sinistra e piegare la destra ); le due mani sono liberamente poggiate sulle rotule oppure raccolte insieme davanti all’ombelico. Non è comunque necessario adottare le posizioni che sono state illustrate, ci si può sedere nel modo più abituale.

    Principi fondamentali del controllo della posizione

    Il principio base delle posizioni sedute in quiete è quello della comodità e della naturalezza, per questo prima di iniziare l’esercizio è bene accertarsi che i vestiti siano comodi e che non ci siano cinture strette. La bocca è lievemente serrata, l’arcata inferiore leggermente retratta, la lingua appoggiata sul palato nel punto Tianchi [al centro della cavità del palato leggermente spostato in avanti], la testa eretta, la schiena dritta, rilassati ma non ‘sbragati’, dritti ma non rigidi. Le spalle ‘sprofondano’, i gomiti verso il basso, le ascelle ‘vuote’. Il pollice ed il medio della mano sinistra sono uniti ad anello, il pollice della mano destra, infilato nell’anello, poggia sulla base dell’anulare della sinistra, le altre dita della destra sovrapposte al dorso della sinistra nel mudra del Taiji; per le donne si inverte la sinistra con la destra. Le mani sono appoggiate al ventre, lo sguardo, dapprima spinto in lontananza, viene riportato all’interno; gli occhi socchiusi o appena aperti. Il corpo non deve essere appoggiato da nessuna parte.

    La respirazione

    Nel Qigong, in genere, quando si parla di esercizi si parla innanzitutto di respirazione: respirazione naturale, respirazione latente, armonizzazione del respiro, respirazione controllata, respirazione cefalica (testa gola), respirazione interna, respirazione fisiologica, tecniche del “prendere ed espellere” (Tu Na) ecc. ecc. Tutti questi metodi, che in genere si basano su una respirazione naso-bocca con determinati requisiti, riguardano una respirazione volontaria e artificiale che noi definiamo come “respirazione cielo posteriore”. Un esercizio costante della medesima può anche permettere di ottenere effetti terapeutici. La ‘respirazione’ richiesta da questo tipo di Qigong è diversa da quella [volontaria] normalmente usata nelle tecniche Qigong; si tratta di una “respirazione cielo anteriore”. Non stiamo perciò parlando di una tecnica artificiale di controllo e regolazione della respirazione toracica o addominale; ma piuttosto di una ‘respirazione’ che si effettua in uno stato di quiete profonda, con la bocca delicatamente chiusa, la punta della lingua naturalmente piana, la respirazione dal naso ‘chiusa’ con l’immaginazione e i loci respiratori nei meati (Qiao) su cui ci si concentra. La caratteristica essenziale di questo tipo di ‘respirazione’ “cielo anteriore” è la ‘respirazione’ dei meati. Ciò che si intende per “chiusa con l’immaginazione” non riguarda un effettivo blocco volontario del respiro, ma piuttosto l’oblio dell’attività respiratoria; non bisogna assolutamente pensare alla respirazione; solo così si perviene ad un respiro veramente spontaneo e si prevengono tutti i disturbi che possono derivare da una respirazione innaturale.

    Tecniche in quiete

    • Concentrazione sul Dantian

    Si porta l’attenzione –come nei casi precedenti- al Dantian, a questo punto però il metodo della ‘respirazione’ interna, unita allo sguardo interiore dell’immaginazione (prima inspirando e poi espirando), non si utilizza come al solito, bensì ci si mantiene centrati sul Dantian e si usa l’immaginazione della vista interiore per una ‘respirazione’ alto-basso (ossia un movimento in alto e in basso senza che l’ombelico si muova e senza pensare alla respirazione da bocca e naso). Il movimento ascendente non deve oltrepassare il cuore, quello discendente i reni (ossia l’osso pelvico che corrisponde al punto Qugu). Esiste anche un’altra tecnica: quando l’immaginazione è arrivata al Dantian, con la vista interiore e il movimento di ‘espirazione’ si porta il Qi dal Dantian centrale al punto 10 Huiyin; con l’’inspirazione’ lo si riporta dallo Huiyin al Dantian centrale. Con questa ‘respirazione’ itinerante si riesce a stare seduti a lungo e perseverare nella pratica.

    • Concentrazione sul Mingmen

    Una volta che l’attenzione è arrivata al Mingmen, lo si mantiene come fulcro della concentrazione, operando dei movimenti [di Qi] in alto e in basso (accompagnati dalla ‘respirazione’). L’ampiezza di questi movimenti in alto e in basso non deve superare un totale di tre pollici.

    • Concentrazione sul Huiyin

    Si tratta semplicemente di mantenere l’attenzione in quiete sul punto, causando movimenti spontanei di contrazione e rilassamento di questo meato. Quando si pratica questo tipo di Qigong, è necessario seguire questo ordine nei tre esercizi: Prima il Dantian, poi il Mingmen, poi lo Huiyin. Per quanto concerne la concentrazione sul Dantian superiore (meato ancestrale), poiché non è molto semplice padroneggiare i tempi del ‘riscaldamento’, è facile che si possano verificare problemi di salute. Quindi ad eccezione della tecnica di trasformazione del Jing in Qi all’interno dell’esercizio di lungavita (in cui è prevista una breve concentrazione su questo punto) in genere si evita di adottare tecniche centrate sul Dantian Superiore. Se dovessero verificarsi fenomeni come sensazioni di torsione o rigonfiamento del Qiao ancestrale oppure movimenti involontari del medesimo, sarà utile riportare l’attenzione alla zona del Dantian centrale.

    Metodo di conclusione dell’esercizio

    Ogni volta, dopo essersi esercitati per un tempo determinato, si avverte il desiderio di fermarsi e riposare; dirigendo la luce dello sguardo interiore con l’immaginazione cosciente si compiono degli “avvolgimenti” concentrandosi sul Qiao: prima dall’interno verso l’esterno con rotazione a spirale levogira (ossia il movimento inizia da sinistra verso l’alto e ritorna sul lato sinistro) 36 volte, quindi nello stesso modo si ‘gira’ dall’esterno verso l’interno con rotazione destrogira per 24 volte. Questi sono i numeri che si utilizzano per la rotazione della “grande rivoluzione celeste”. Le donne debbono utilizzare un sistema diverso dagli uomini: prima da destra verso sinistra, dall’interno verso l’esterno 36 volte, successivamente da sinistra verso destra, dall’esterno verso l’interno 24 volte. Infine il pensiero ed il Qi rimangono entrambi concentrati al centro 11 del Qiao [Dantian]; si immagina di risucchiare il pensiero fino al punto Mingmen; quando il Qi è arrivato al Mingmen (dove arriva il pensiero là arriva il Qi) il ventre naturalmente si ritrae verso l’interno; successivamente si riporta l’attenzione in avanti nel basso addome; il ventre, spontaneamente, si rilassa e lo Yuanqi [Qi primordiale] confluisce nel punto Qihai e nel punto Guanyuan, contraendone leggermente la superficie verso l’interno. Qui termina il metodo di chiusura. Con una pratica assidua del Qigong, arrivati ad un certo livello, si possono verificare spontaneamente dei movimenti di fine dell’esercizio come rotazioni verso destra e verso sinistra. Questo metodo di conclusione permette di conservare lo Yuanqi che si è ottenuto durante l’esercizio ed ha inoltre un effetto di sblocco delle stasi e dei ristagni e di rimozione degli ostacoli [alla circolazione del Qi]. Questo metodo di chiusura utilizza i movimenti iniziali della “grande rivoluzione celeste est-ovest” [Mao Xi Da Zhou Tian] approfondendoli ulteriormente.

    • Strofinarsi mani e viso

    Si tratta dell’ultima azione dell’esercizio: una volta terminati tutti gli “avvolgimenti” si comincia dallo strofinarsi le mani; il movimento è lo stesso che si opera lavandosele, ossia coinvolge tanto i palmi che i dorsi. Successivamente ci si strofina il viso.

    Nota importante:

    Nel corso della pratica del Qigong, bisogna assolutamente fondarsi sul principio di quiete, rilassatezza e naturalezza. Anche quando si arriva a praticare delle tecniche precise, non bisogna mai eccedere nella cautela attenendosi rigidamente alla tecnica, bisogna adattarla alle proprie esigenze. Dobbiamo avere sempre molto chiaro che la tecnica è al servizio del principio; quello che stiamo esercitando ora è “possedere per arrivare alla tecnica”; bisogna avere come strumento alcuni metodi che ci aiutino ad entrare nella “condizione Qigong”; in seguito, quando si perverrà ad un più alto livello di “Qigong in quiete del non-agire” (Wu Wei Jing Gong), la tecnica perderà di importanza; è quel che è espresso nel detto: “per attraversare il fiume serve la barca, giunti sull’altra riva non serve più”.

    Come arrivare ad una quiete rilassata e naturale?

    La quiete rilassata e naturale è la base fondamentale della pratica del Qigong in quiete. Per i principianti bisogna cominciare dalla posizione seduta eretta fino a quando non si raggiungono “Quiete, rilassamento e naturalezza”, solo in seguito si può progredire sino al “quieto ambiente del non-agire”. 12 Rilassamento: è una condizione di assenza di tensione. Uno degli standard che denotano uno stato di pieno rilassamento è l’apertura di tutti i pori della pelle; quindi bisogna arrivare a questo per ritenere di aver raggiunto il corretto rilassamento. Il rilassarsi consiste nell’allontanamento delle condizioni (interne) di tensione; per la pratica del Qigong in quiete è indispensabile liberarsi da ciò che provoca tensione; bisogna sbarazzarsi di tutto lo stress accumulato nello studio, nel lavoro, nell’attività quotidiana o a causa della condizione di malattia; solo così la pratica Taiji del Qigong in quiete riuscirà ad ottenere vantaggiosissimi risultati.

    Perché si pone l’accento sul rilassamento?

    La condizione di tensione interna può generare delle difficoltà di circolazione di sangue e Qi all’interno del corpo, sino ad arrivare a dei veri e propri blocchi di Qi e ristagni di sangue che degenerano in malattia. La ricerca scientifica ha provato che quando il livello di tensione muscolare supera il 60-80% la circolazione sanguigna viene completamente interrotta; viceversa quando i muscoli sono completamente rilassati, l’apporto sanguigno alle fasce muscolari risulta incrementato di 15-16 volte. Ecco qual è il segreto del Qigong in quiete. Nel Suwen, cap. 39, è scritto: “con la rabbia il Qi ascende, con la gioia si lega”, a specificare il ruolo che giocano le emozioni nella condizione di tensione psicologica; esistono legami strettissimi fra l’assetto emotivo e la circolazione di Qi e sangue. Lo scopo del rilassamento è quello di migliorare la condizione del sistema nervoso ed incrementare la circolazione di Qi e sangue.

    Come riuscire a rilassarsi?

    1. Prima di tutto bisogna tranquillizzarsi, stabilizzare il proprio assetto emotivo e al tempo stesso togliersi dalla testa, uno dopo l’altro, i problemi di lavoro o di studio.

    2. Slacciare la cintura, svuotare vescica e intestino liberandosi di tutte le sgradevoli sensazioni di urgenza a questo riguardo.

    3. Rilassare tanto la mente quanto i muscoli, avvertire il capo leggero e rilassato. Prima di sedersi massaggiare un po’ le zone che eventualmente danno qualche fastidio o risultano dolenti, muovere le articolazioni dei quattro arti e stirare i tendini.

    4. Cercare la posizione che risulta più comoda e che si possa mantenere per lungo tempo; ossia la posizione che dà meno tensioni e nella quale si riesca ad ottenere il massimo rilassamento.

    5. Durante l’esercizio non bisogna esagerare con l’utilizzo dell’intenzione cosciente, non bisogna ricercare a tutti i costi il risultato. Altrimenti si entra necessariamente in una condizione di tensione. Quindi è molto importante nella fase in cui si concentra l’attenzione farlo secondo il “concentrarsi e non concentrarsi” “ora c’è ora si dimentica” “non trascurare e non aiutare” ossia secondo il principio base del “seguire la natura”.

    Si può utilizzare intenzionalmente l’immaginazione per rilassare le zone contratte, ma non bisogna eccedere nella concentrazione. Ci sono due aspetti: da una parte si sottolinea l’importanza di un rilassamento completo dall’altra si ricerca un rilassamento relativo, non bisogna forzare; ad un rilassamento ottimale si può arrivare solo con un certo periodo di pratica.

    Quiete

    Per quanto riguarda la quiete, non si tratta di quiete assoluta, si tratta di una condizione di relativa stabilità ad un certo stadio del movimento materiale. Entrare in uno stato di quiete durante l’esercizio è un fenomeno che dimostra l’essere pervenuti ad uno stato di grande pace in cui sono interrotti i rapporti con il mondo circostante; uno stato sereno, rilassato, confortevole. I sintomi che corrispondono ad uno stato iniziale di rilassamento sono : sensazione di agio e leggerezza, respirazione leggera, assenza di pensieri negativi, oppure capacità di liberarsi subito da pensieri negativi appena compaiono. Riuscire a pervenire anche solo una o due volte durante l’esercizio ad uno stato di totale assenza di pensieri porta ad una condizione di benessere davvero speciale. Un rilassamento avanzato prevede di ‘guardare senza vedere’, ‘sentire senza ascoltare’, di ottenere una respirazione ininterrotta con la comparsa a volte di sensazioni piacevoli di lucentezza o di leggeri formicolii. Ad uno stadio ulteriore si perviene ad una condizione di perfetto vuoto e perfetta quiete, dove si avverte il movimento del Qi; questo è ciò che si intende per “all’apice della quiete è il movimento”.

    Perché si pone l’accento sulla quiete?

    Quando l’attività fisica ha raggiunto uno stato di relativa immobilità, essa cambia quantitativamente ma non qualitativamente; per questo appare sempre all’esterno come una condizione di quiete immobile. Da questo punto di vista si può sostenere che la quiete allunghi il lasso vitale rallentandolo, mentre al contrario lo stress lo accorcia con la concitazione e la fretta. Ci sono persone talmente impegnate che dimenticano di mangiare e lavorano giorno e notte. Senza dubbio stanno 14 accorciando il loro tempo di vita con questo ritmo forsennato; accelerano la combustione del ‘fuoco’ vitale. Nell’esercizio del Qigong in quiete, si alimenta il fuoco vitale per farlo bruciare più lentamente possibile per arrivare ad allungare il nostro tempo di esistenza. Laozi diceva: “Un giorno di quiete riporta alla vita”. Noi diciamo che la quiete può portare un individuo a “invertire la rotta” e questo è nei fatti un appello a perdurare rivolto al tempo, alla giovinezza, alla vita.

    Come entrare in uno stato di quiete

    1. Bisogna approntare per bene ogni cosa prima di iniziare l’esercizio, solo così si riesce a praticare tranquilli. Se il cuore non è in pace, il Qi non si armonizza e quindi diventa difficile entrare in uno stato di quiete.

    2. Bisogna avere pensieri positivi per entrare in una piacevole condizione d’animo. Lo spirito deve essere allegro, felice, ottimista. Così diventa facile entrare nello stato di quiete. Per questo si dice “il pensiero positivo è il primo passo per entrare in uno stato di quiete” oppure “il cuore tranquillo, lo spirito gaio, senza cercare la quiete essa arriva da sé”.

    3. Esercitarsi in un ambiente possibilmente silenzioso ma si può anche esercitarsi nell’abilità di “trovare la quiete nel rumore”

    4. La posizione deve essere comoda e naturale, con il corpo rilassato; così diventa facile entrare nello stato di quiete.

    5. La respirazione deve essere morbida e sottile, così diventa facile entrare nello stato di quiete.

    6. Per chi soffre di qualche problema fisico è bene fare precedentemente massaggi o altre terapie e trovare la posizione che più si adatta alla propria condizione.

    7. Si può utilizzare il metodo del conteggio del respiro per allontanare i pensieri che disturbano; una espirazione e un’inspirazione valgono uno, si conta fino a dieci, da dieci fino a cento…quando non si affacciano più alla mente pensieri negativi si può sospendere il conteggio e mantenersi naturali.

    Oltre a tutto ciò, bisogna ancora prestare attenzione ad altre due questioni: anche per pervenire ad una buona condizione di quiete è necessario un certo periodo di esercizio, non bisogna ricercarla a tutti i costi, altrimenti non la si troverà mai perché già il ‘cercare’ è una condizione di disturbo della mente; è un pensiero che può determinare uno stato di eccitazione interrompendo la continuità dello stato di quiete raggiunto in precedenza.  La seconda questione riguarda la necessità di non generare “cattivi pensieri” durante l’esercizio di Qigong; tipo evocare fatti che ci hanno fatto arrabbiare o che hanno provocato emozioni negative, altrimenti cuore e spirito non potranno stabilizzarsi. Se si dovessero verificare condizioni di questo tipo è meglio interrompere l’esercizio.

    Riguardo al “seguire la natura”

    Il metodo tradizionale del Qigong in quiete pone un grande accento sulla necessità di essere spontanei e naturali: “La norma del Dao è la spontaneità”. All’inizio della pratica ci vogliono dei metodi precisi, ma quando si opera bisogna assolutamente conformarsi alla naturalezza; solo se c’è naturalezza ci può essere una sensazione di benessere e solo così si possono ottenere risultati evitando effetti collaterali. Arrivati ad un alto livello di pratica in quiete appaiono solo fenomeni spontanei; tutto è molto naturale, bello, gradevole; non c’è metodo, si torna alla naturalezza. Se durante l’esercizio in quiete dovessero verificarsi movimenti di Qi o improvvisi scossoni, non bisogna alimentarli volontariamente, bisogna lasciare che essi siano del tutto naturali, il movimento potrebbe ad un certo punto fermarsi, allora si può procedere alle tecniche di chiusura dell’esercizio. Se si verificano movimenti esterni di una certa ampiezza, si può pensare al punto Yongquan al centro della pianta dei piedi, si può schiacciare con il pollice e l’indice della mano destra la base dell’anulare della sinistra (per le donne il contrario) e compiere alcune respirazioni profonde, così si potrà gradualmente calmare il movimento; aggiungendo qualche tecnica di chiusura si potrà riconquistare ancora di più uno stato di quiete.

    Attualmente il Qigong cinese si presenta in svariate forme e scuole, con mille forme e cento condizioni, confondendo e disorientando chi vi si avvicina e portandolo a non sapere su che percorso incamminarsi. Noi vorremmo pregare tutti di tenere a cuore l’insegnamento degli antichi saggi: “Il grande Dao è estremamente semplice è estremamente facile”. Ciò significa che tutti i grandi metodi del Qigong centrati sull’adesione alle leggi naturali e alla spontaneità sono i più facili ed i più semplici mentre i metodi che confondono con multiformi misteri spesso servono solo a gettare fumo negli occhi. Il metodo del Taiji Qigong che è stato trasmesso, comprese le tecniche di Qigong in quiete e i suoi principi fondamentali, non è un metodo che richieda dieci o quindici giorni per essere appreso; bastano cento minuti d’orologio e lo si può insegnare fino in fondo; davvero si può dire che sia semplice e facile. Ma la vera radice della 16 questione non è nella tecnica ma nel [costante] esercizio. Chiunque, avendo chiari i principi esposti, si eserciti con impegno e costanza, può essere sicuro di ottenere lungavita e salute.

     
  • Paola Borruso 19:14 il 10 February 2016 Permalink |
    Etichette: Yintang   

    Perché è importante aprire Yintang. 


    puntoYIN_TANGIl punto Yintang, posto tra le due sopracciglia e comunemente chiamato “Terzo occhio”, è il punto di accesso al Dantian superiore. Punto d’interesse privilegiato durante la pratica, esso ci permette di risvegliare e di attivare il nostro Shen.

    Attraverso la sensibilità acquisita con l’allenamento, l’apertura di questo punto  ci consente di pervenire ad uno stadio di sensibilità superiore che comprende  percezioni extra-ordinarie ed extra-sensoriali, da cui derivano una comprensione  immediata di fenomeni e  situazioni e una connessione senza sforzo all’energia e al sentire universale.

    Durante l’intera sessione di pratica  di Qigong, a partire dall’iniziale rilassamento di corpo, mente  e respiro, è bene soffermarsi sul punto Yintang allentando le tensioni accumulate sulla fronte, tensioni che spesso corrispondono ai nostri pensieri o che derivano, anche inaspettatamente, dalla ricerca di una concentrazione “forzata” e quindi innaturale.  Spesso ci accorgiamo di “indurire” Yintang soltanto quando la conduzione vocale del nostro insegnante, mentre noi siamo ad occhi chiusi,  ci induce a soffermarci su di esso e sulle sue condizioni .

    Per aprire Yintang  dobbiamo, in maniera del tutto spontanea, rilasciare  dolcemente i muscoli della fronte visualizzando  di rilassare, fino quasi a distendere, a spianare, la zona  tra le due sopracciglia. Rilassiamo anche gli occhi, sentendo come se galleggiassero all’interno delle orbite.

    Il rilassamento del punto Yintang è strettamente collegato al rilassamento del cuore/mente.

    La tranquillità interiore diffusa da un cuore sereno e da una mente tranquilla, come una luce si diffondono da Yintang: dall’esterno il nostro volto apparirà  sereno e  la nostra espressione appagata, dall’interno guadagneremo una visione nitida e ci connetteremo sempre meglio con la nostra essenza interiore , con  il nostro “Io” e la nostra natura.

    Durante le lezioni mi piace spesso dare un ‘indicazione legata al rilassamento di Yintang: dopo averlo correttamente identificato, suggerisco di visualizzare nel punto una finestrella che si apre . Più si apre, più il punto si rilassa, e meno barriere frapponiamo alla connessione interno-esterno. E’come uno spogliarsi da tutto quello che è superfluo, eliminando strato dopo strato. E’ un assottigliarsi dei confini del corpo per ritrovare  unità fra ciò che è dentro e ciò che è fuori fino a percepire che, in realtà, non vi sono differenze tra questi due stati.

    Yintang, essendo uno dei tre Dantian, è un punto di raccolta del Qi.  Molte pratiche contengono al loro interno dei momenti in cui ci si dedica interamente a questo ingresso specifico, fatto con le braccia dolcemente allungate in avanti, i palmi rivolti verso la fronte e i medi che, rispetto alla linea delle altre dita,  si avvicinano idealmente al punto, come se lo potessero toccare. Da essi visualizzeremo dunque uno sgorgare dell’energia che si diffonderà armoniosamente in tutte le direzioni.

     

     

     
  • Paola Borruso 12:13 il 27 December 2015 Permalink |
    Etichette: peso corporeo,   

    Il Qigong… dopo le feste! 


     

    natale-e-dietaConsiderata la sedentarietà dovuta alle feste e i pranzi e cene a cui non abbiamo potuto (… o voluto!)  sottrarci, ecco degli esercizi da poter eseguire per riequilibrare l’organismo allontanando gli effetti degli eccessi

    Dopo aver guadagnato la postura corretta, possiamo iniziare a pratica con l’esercizio del drago che fluttua, il quale tra i suoi numerosi benefici possiede anche quello di far perdere peso controllando il metabolismo. A questa pratica dinamica, possiamo alternarne una statica, che consiste nella pratica dell’esercizio del roufugong, indicata anche per risolvere eventuali problematiche gastrointestinali , quindi possiamo continuare con il primo degli otto broccati  (Due mani sostengono il Cielo) che agisce sulla corretta circolazione dei liquidi  e il terzo,  Una mano spinge il cielo e l’altra la Terra: entrambi si prenderanno cura delle funzioni di Milza e Stomaco.

    Possiamo infine terminare la nostra sequenza di pratica con  degli automassaggi sulle gambe, contro cellulite  e ritenzione idrica. Il massaggio è praticato dalle mani che scivolano in discesa  dalle cosce fino alla caviglia  e poi risalgono. Durante la discesa, sarà la mano interna a premere maggiormente , in risalita quella esterna.

    Tutti gli esercizi di Qigong indicati hanno efficacia, ovviamente, soprattutto se eseguiti con regolarità.

    Buona pratica!!!!

     

     

     
  • Paola Borruso 8:57 il 13 December 2015 Permalink |
    Etichette: campo, energia universale, , , universo   

    Cosa succede mentre pratichiamo 


    nQuando pratichiamo, la nostra mente e la nostra energia si fondono con quelle di tutto l’Universo. Non siamo dunque soli, anche se pratichiamo nell’assoluta indipendenza dei nostri spazi, fuori o dentro casa. La nostra mente, correttamente connessa con le “frequenze” dell’Infinito riesce a sentire e a vedere: vive di una sua sensibilità propria e si alimenta dalle informazioni che le giungono dall’Universo. Essa è in grado di muovere la nostra energia e di congiungerla a quella di tutto il Creato. Non a caso, durante la pratica si possono avere “sensazioni sottili” di particolare sintonia con elementi naturali, o si possono chiaramente interpretare cose o situazioni. La nostra mente diventa più lucida . Più si pratica e più si affinano le nostre capacità interiori. La mente, abbandonando dietro di sé i pensieri disturbanti, può finalmente muoversi alla ricerca della dimensione che le è più congeniale: quella dell’Infinito. E l’infinito riporta dentro il corpo: un infinito denso di informazioni, energia, armonia affinché la nostra presenza viva di un intero e questo intero si configuri in noi come  quello di mente e corpo. Il nostro intero, a sua volta, si fonde con altri interi, fino a quando non vi sarà più differenza tra esterno e interno, tra noi e l’Universo, fra il singolo e la comunità di praticanti. La nostra  presenza nel “qui” e “ora” è accomunata a tutte le presenza nel grande campo di pratica e le informazioni di salute, armonia, tranquillità alimentano la pratica dei partecipanti, facendo in modo che nessuno sia mai veramente solo:  gli effetti positivi di un grande campo di pratica si muovono in tutte le direzioni. Con queste certezze, sarà quindi posibile praticare per sé ma nello stesso istante per gli altri. La nostra energia potrà diffondersi nell’ambiente circostante ma anche giungere là dove desideriamo che arrivi. La destinazione possiamo essere noi stessi come pure un parente, un amico, un perfetto sconosciuto. Questa  la disposizione d’animo di chi pratica ma  anche quella di chi universalmente ama e riconosce che l’effetto positivo di un tale sentimento non può rimanere confinato esclusivamente in un punto.

     

    Immagine : http://www.buddhadoodles.com/

     

     
  • Paola Borruso 9:35 il 7 December 2015 Permalink |
    Etichette:   

    Qigong per la colonna. Proposte di pratica . 


    Nella mia classe di pratica sto affrontando un modulo incentrato sulla colonna vertebrale. E’ indubbio che gli esercizi che il Qigong mette a disposizione sono davvero numerosissimi, tra statici e dinamici. Quella che inserirò di seguito  è una delle mie scelte relative ad alcune lezioni e ad alcuni esercizi sull’argomento. Ve la propongo suddivisa in fasi (tutte le fasi, è ovvio, non si esauriscono nell’arco di una sola lezione. Sarà l’insegnante a valutare quanto ognuna di esse dovrà prolungarsi in classe ). I suggerimenti che vi propongo rimandano direttamente ai link in cui si affrontano gli argomenti .

    Prima fase : Tempo stimato in classe : un’ora e mezza

    Seconda fase: tempo stimato in classe : un’ora e mezza

    • Le Tre regolazioni

    • Percepire in posizione eretta il punto Baihui , e la sua connessione con il Cielo ma anche  la sua connessione con Huiyin

    • Percepire il radicamento attraverso Yongquan

    • Fondere le energie di Cielo e Terra nel Dantian

    • Visualizzare la colonna che svetta verso il cielo e che si proietta verso la Terra

    • Allenamento della postura corretta 

    Terza fase:  tempo stimato in classe : un’ora e mezza.

    • Le Tre Regolazioni.

    • Dopo aver lavorato ancora sull’assetto posturale, in posizione di accovacciata (chinati verso il terreno, ginocchia unite, talloni sollevati da terra, la testa che pende con il suo peso naturale verso il terreno, le braccia dolcemente protese verso il pavimento su cui i  palmi delle mani saranno lievemente appoggiati ), ad occhi chiusi visualizzare tutta la colonna, dalla prima all’ultima vertebra. Pensare di avere uguale spazio tra le vertebre, e visualizzare una colonna vigorosa ed elastica che riesce a stirarsi e ad allungarsi. L’effetto sarà visibile non appena verrà spontaneo scendere con i talloni fino a toccare il terreno.  Mantenere la posizione alcuni minuti e poi procedere a riacquistare la posizione eretta risollevandosi molto lentamente.

    • Eseguire l’esercizio “Sciacquare le anche” (II livello Zhineng Qigong, con video didattici) disegnando con il coccige un cerchio immaginario in senso orario e in senso antiorario . La posizione è ben radicata al terreno. Le gambe sono aperte e i piedi alla larghezza delle spalle. Le mani sui fianchi. Portare quindi , come fosse un pendolo, in bacino tutto in avanti e successivamente indietro.

    • Eseguire gli esercizi “Collo di Gru” e “Testa di Drago” (II livello Zhineng Qigong) che lavorano efficacemente sulla cerniera cervicale.

    • Eseguire il broccato “Guardare la luna alle proprie spalle”

    Quarta fase: tempo stimato in classe: un’ora e mezza

    Quinta fase: tempo stimato in classe : un’ora  e mezza.

    • Le Tre Regolazioni

    • esercizio del Dunqiangfa

    • Esercizio dello ZhanZhuang.

    Questa proposta, come già detto, si avvale di una mia personale scelta degli esercizi, ma è indubbio che l’intero (..e infinito!) Corpus del Qigong si avvale di tecniche altrettanto efficaci e che possono essere intercalate, quali certi tipi di camminate, l’esecuzione di broccati, etc. Non dimentichiamo infine  che ad una pratica corretta deve necessariamente associarsi un’informazione corretta  e che mente e corpo lavorano sempre in sinergia.

    Buon lavoro a tutti!

     

     
  • Paola Borruso 13:58 il 28 November 2015 Permalink |
    Etichette: qigong pratica fretta mente volontà pazienza concentrazione   

    Praticare senza fretta 


    ios-8-apple-melaCome il contadino non lavora direttamente sul frutto ma sul terreno e sulla pianta, così, per sviluppare il nostro Qigong bisogna lavorare sul rilassamento, sulla postura e sull’atteggiamento della nostra mente. Il contadino sa per esperienza che per ottenere buoni frutti non deve forzare la natura ma deve seguirla e aiutarla nel suo compito. Non può tirare il grano per farlo crescere più in fretta ma deve avere una infinita pazienza per farlo giungere a maturazione.  Sa che non è immediatamente  lui a far maturare i frutti, ma è perfettamente conscio degli sforzi quotidiani che deve compiere affinché la natura svolga al meglio la sua azione. (Leggi il resto…)

     
  • Paola Borruso 14:35 il 20 November 2015 Permalink |
    Etichette:   

    Qigong in breve: l’importanza del punto Baihui 


     

    Il punto Baihui, che si trova sulla sommità del capo (a metà della linea che collega gli apici dei padiglioni auricolari)  p098_1_07è chiamato “Cento riunioni” o “Cento convergenze” proprio perché in esso avviene la riunione  dei tre meridiani Yang del piede (Stomaco, Vescica Biliare, Vescica), del meridiano straordinario Vaso Governatore e del meridiano del Fegato. A motivo di ciò viene chiamato in causa il numero Cento, a simboleggiare la convergenza, in Baihui,  di molti meridiani  e la sua azione nel trattare più di Cento malattie, come viene riportato nei testi storici. (Leggi il resto…)

     
  • Paola Borruso 17:19 il 13 November 2015 Permalink |
    Etichette: appoggio, , fontana zampillante, , , , yongquan   

    Qigong in breve: Perché spostare il peso del corpo sul punto Yongquan? 


    yqIl termine  Yongquan presenta due ideogrammi:  涌  e  泉. Quello di sinistra si può tradurre come zampillo, quello di destra come fontana, da cui la traduzione di “Fontana zampillante”.

    Yongquan si trova  nel punto più incavato della pianta del piede, come mostrato dall’immagine, ed è un punto su cui prestare la nostra attenzione durante le pratiche di Qigong.  Nell’assetto posturale di base e durante gli esercizi che prevedono posizioni statiche (es. in piedi, a gambe e piedi uniti) viene richiesto di portarsi leggermente con il peso sull’avampiede (quindi sul punto KI1/Yongquan.). Vediamone perché. (Leggi il resto…)

     
  • Paola Borruso 18:53 il 10 November 2015 Permalink |
    Etichette: destino, ming men, porta,   

    Il Ming Men e il concetto di Destino nel pensiero cinese classico 


    Corpsenergie3Il termine ming men è composto dall’ideogramma 命 mìng ( vita, ma anche destino, nelle traduzioni che più ci interessano) e da 門  mén, ovvero  apertura o porta. Il carattere ming è uno dei caratteri più affascinanti della lingua cinese: la parte di sinistra rappresenta una bocca, quella di destra significa applicare a un ordine scritto il sigillo che lo rende esecutivo. Il Sigillo era ciò che rendeva esecutivo un proclama imperiale, che rendeva tassativi gli ordini dell’imperatore. Nel suo insieme, il carattere ming designa l’ordine per mezzo del quale il Cielo chiama l’uomo all’esistenza e gli fissa il suo destino. Se questo è vero per tutti gli uomini lo è a maggior ragione per il sovrano. Storicamente l’imperatore era tale per mandato del Cielo. Questo significa che veniva scelto dal Cielo in base al suo valore, alla sua «virtù», ma quando la virtù si esauriva. il Cielo mandava i segni per un cambiamento: il mandato del Cielo sarebbe passato a un’altra famiglia. (Leggi il resto…)

     
  • Paola Borruso 13:04 il 7 November 2015 Permalink |
    Etichette: , fusione tre centri, , , ,   

    Zhanzhuang per gli organi 


    zhanzhuang2Sul mio blog ho già pubblicato due articoli in merito all’esercizio dello zhanzhuang: in uno se ne presentano le generalità e le finalità più importanti e nell’altro si prende brevemente in esame la postura di base in relazione al Zhineng Qigong ,dal momento che ne esistono differenti posture  a seconda delle varie discipline (anche se a  volte tale  differenza è minima). (Leggi il resto…)

     
  • Paola Borruso 12:12 il 2 November 2015 Permalink |
    Etichette: attenzione, attenzione cosciente, , , ,   

    Appunti sulla consapevolezza (1° parte: L’attenzione consapevole) 


    Buddah__fragment_from_YinYang_painting_in_2009L’attività della mente non si ferma mai. L’uomo è continuamente coinvolto in un dialogo interiore, senza sosta, che spesso gli impedisce la calma e agita i suoi pensieri come il vento agita le acque di un lago. I Maestri paragonano questo stato a una scimmia sempre in movimento, che si agita incessantemente, o ad un cavallo che scalpita irrequieto.

    La quiete del pensiero cosciente, che presiede all’equilibrio di tutte le attività dell’organismo, è invece la condizione indispensabile per avviare il processo di pacificazione della mente. Lo strumento principale di una mente pacificata è l’attenzione, strettamente legata alla capacità di concentrazione (che a sua volta è la focalizzazione volontaria dell’attenzione). (Leggi il resto…)

     
  • Paola Borruso 12:59 il 29 October 2015 Permalink |
    Etichette: corso qigong, qigong medico, qigong per gli organi, qigong per la colonna,   

    Corso settimanale di Qigong 


    locandina adelasiaGli incontri si terranno ogni Venerdì dalle 18:30 alle 19:45.
    Info 091/6512081 in orari di studio. Il corso si terrà presso lo Studio AdelAsia, Via Contessa Adelasia 5, Palermo.
    Il Corso è articolato in quattro moduli:

    • Novembre/Dicembre: Qigong per la colonna
    • Gennaio/Febbraio : Qigong per gli organi
    • Marzo/Aprile: Pratiche di Zhineng Qigong
    • Maggio/Giugno : Pratiche di Qigong medico

    Insegnante : Paola Borruso
    contatti :
    paolaborruso@libero.it
    studioadelasia@email.it

     
  • Paola Borruso 9:30 il 17 October 2015 Permalink |
    Etichette: , Dumai, huiyin, lingua, palato, , Renmai   

    Qigong in breve: perché la lingua va appoggiata sul palato 


    app-20-completing-746038Durante le pratiche di Qigong, una delle principali indicazioni che viene fornita durante le regolazioni posturali propedeutiche agli esercizi è quella di tenere la punta della lingua a contatto con il palato superiore. Per quale motivo?

    Esaminiamone le motivazioni.

    Premesso che la salute dell’individuo dipende da un corretto fluire del qi all’interno dei canali (percorso che, in condizioni di normalità, avviene senza interruzioni) i canali che più degli altri sono in grado di immagazzinare il Qi (anche  e soprattutto durante le pratiche di Qigong ) sono il Dumai e il Renmai: in essi il  Qi si muove secondo un percorso specifico: in salita,  posteriormente, lungo il Dumai, e in discesa, anteriormente, lungo il Renmai.

    acupoints (1)Ancora prima della nascita, all’interno del ventre materno, il feto possiede una circolazione non interrotta dell’energia che scorre liberamente lungo questi due canali straordinari (Dumai e Renmai, per le caratteristiche che sono proprie ad entrambi vengono infatti soprannominati in questo modo).  Alla nascita, tuttavia, tale circuito  si interrompe: ciò avviene  in alto, con il primo vagito e in basso con l’emissione delle prime feci. Durante le pratiche di Qigong, quindi, al fine di ristabilire senza interruzioni lo stesso fluire continuo, viene richiesto di appoggiare dolcemente la lingua sul palato superiore e al tempo stesso  di ritrarre, in basso, il punto Huiyin, in modo da ristabilire una continuità interna .

    Poco per volta, ma allenarsi :

    Man mano che tale posizione della lingua ci diventerà familiare, potremo decidere di mantenerla in tutte le situazione quotidiane che non  richiedono l’uso della parola: questa posizione potrà rientrare nelle nostre abitudini e col tempo ci sorprenderemo a constatare che la nostra lingua sarà a contatto con il palato superiore anche quando non ci stavamo espressamente pensando. La posizione, inoltre, favorisce anche un corretto rilassamento dei muscoli della gola.

    L’esercizio è completo associando la ritrazione del punto Huiyin.

     
  • Paola Borruso 10:39 il 10 October 2015 Permalink |
    Etichette: , , , , uomo, visione globale, yin yang   

    Il significato della visione globale del corpo nelle applicazioni del Qigong 


    1116405522_fLa visione globale del corpo (zhen ti guan) è un’idea guida della teoria medica cinese, di volta in volta incarnata nella teoria dello yin-yang, degli zang-fu, dell’energia ying-wei. Ne sono pervasi i principi terapeutici nonché i concetti di salute e le cause e i meccanismi di malattia e del recupero dello stato di benessere. Anche la scelta dell’uso terapeutico del qigong va fatta alla luce della visione globale del corpo:  le regole concrete degli esercizi partono da una visione globale del corpo secondo cui esiste una corrispondenza tra cielo e uomo. (Leggi il resto…)

     
  • Paola Borruso 21:15 il 21 September 2015 Permalink |
    Etichette: mingmen, , , , zona lombare   

    Rilassare la regione lombare 


    Colonna-spinalePortare l’attenzione sulla regione lombare e su quella  sacrale è indispensabile in ogni pratica.

    In questo articolo ci concentreremo sul rilassamento della regione lombare. Per farlo è indispensabile, in primo luogo, iniziare con le tre regolazioni  e dunque con il rilassamento del corpo, della mente e del respiro. Quando il nostro esterno e il nostro interno saranno regolati, in posizione statica, ad occhi chiusi e rimanendo in piedi, la mente attraverserà dall’alto verso il basso la struttura muscolare e scheletrica. L’attenzione si poserà inizialmente su baihui, all’apice della testa, per spostarsi  dall’occipite alle vertebre cervicali, toraciche, lombari, sacro, fino al coccige. E’ importante soffermarsi su ognuna di esse e compiere questo tragitto mentale con consapevolezza e convinzione. La mente illumina  ciascuna vertebra: essa diventa  grande, bianca,  mentre  si visualizza il corpo svettare verso l’alto, crescere in dimensioni fino a colmare la distanza tra Cielo e Terra. A questo punto penseremo ad avere un uguale spazio tra le vertebre sentendo di possedere una colonna elastica, disponibile al movimento, e che ci sorregge con vigore (Una versione dell’esercizio con le stesse visualizzazioni è possibile anche in accovacciata portando l’attenzione sull’apertura del punto  Mingmen).   È importante imparare a rilassare l’area inguinale, l’articolazione delle anche e la regione sacro-iliaca. Solo su questa base la regione lombare può distendersi, rimanendo tonica ed elastica al tempo stesso. Il tronco è tenuto eretto con le vertebre allineate una sull’altra, lungo un asse che unisce il punto Baihui ( situato sulla sommità del capo, con Huiyin  in basso, punto localizzato al centro del perineo (pavimento pelvico), passando per il centro di gravità del corpo (situato sotto l’ombelico e davanti alla terza vertebra sacrale), e terminante nel centro della base di appoggio, ovvero esattamente tra i due piedi.Sigillando Huiyin potremo collegare Renmai e Dumai  e favorire una circolazione del qi senza interruzioni. La punta della lingua dovrà per questo toccare il palato superiore. Sollevando la nostra posizione da baihui, la regione sacrale naturalmente scende, in modo tale che la vita possa aprirsi e la vita distendersi. Le anche, disponibili, permetteranno alla posizione di affondare verso il basso favorendo in tal modo il radicamento. Il flusso regolare di qi e sangue avverranno tanto meglio quanto più la regione lombare sarà rilassata.

    La regione lombare è considerata il palazzo esterno dei Reni, ed è per questo motivo che molte scuole di qigong valorizzano pratiche come il zhanzhuang che lavora su questa zona con eccellenti risultati  .

     
  • Paola Borruso 18:03 il 13 September 2015 Permalink |
    Etichette: , , positività pratica,   

    A proposito di autoguarigione 


    Vi propongo un video tratto da Ttg1 Medicina in cui si parla del ruolo della mente nei processi di autoguarigione.

    Il contenuto del video ha molta attinenza con le motivazioni  e le informazioni positive che inseriamo all’interno della pratica di Qigong.

     
  • Paola Borruso 9:02 il 12 September 2015 Permalink |
    Etichette: , , , , , taijiquan, tiaoshen, tiaoxi, tiaoxin   

    Tàijíquán e Qìgōng  


    taijiquanOggi vi propongo una selezione di un articolo  tratto da  Tàijíquán come forma di Qìgōng: lo stile Chén Xiăojià   degli autori V. Marino – R. Lombardo che ringrazio anche in questa sede.

    La pratica del Tàijíquán, analogamente alla pratica del Qìgōng taoista, è generalmente distinta in quattro tappe:

    1.“Zhu ji” (Costruire le Fondamenta). Pratica di tecniche introduttive per il raggiungimento del rilassamento fisico e mentale, finalizzato a rallentare, fino a fermarlo, il flusso dei pensieri. Particolarmente importante è l’attenzione su quelli che si chiamano “i legamenti”, cioè le articolazioni: dalla spalla al polso, dai fianchi al tallone, dal sacro alla testa. Nella nostra Scuola questo prevede anche la pratica di una sequenza di posture e movimenti chiamata Wŭgōng, dei Bāduànjĭn (“Otto Broccati”), di esercizi introduttivi sui movimenti di base del Tàijíquán.
    2.“Ning jing lian qi” (Condensare il Jing per Raffinare il Qì), o “Lian jing hua qi” (Raffinare il Jing per Trasformarlo in Qi). (Leggi il resto…)

     
    • Ilmiotaijiquan Ilmiotaijiquan 11:57 il 12 settembre 2015 Permalink | Effettua il login per rispondere

      Semplice ed esaustivo.
      Paola, hai riportato un bell’articolo, così mi piacciono. E mi si rafforza un’idea. Tai Chi, qi gong (in tutte le varie forme) si congiungono alla fine. Consiglio a chi si avvicina di non esser diffidente su una forma o l’altra (e giudicarle), tanto sono tutte strade che arrivano nella grande piazza.

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  • Paola Borruso 11:20 il 11 September 2015 Permalink |
    Etichette: , proposito, , volere, , zhi   

    Praticare Qigong ci permette di rinforzare sia il proposito (Yi ) che il Volere (Zhi ) 


    aquilaYi , il proposito : Quando il  Cuore si applica, nasce il proposito

      Zhi, il Volere. Quando il proposito diventa permanente, ecco il volere 

    Lingshu, cap. 8.  cit da “La nozione di spiriti nei grandi testi di  Medicina  Cinese “di Elisabeth Rochat de la Vallée )

    Dall’osservazione dei rispettivi ideogrammi  (Yi 意 e 志  Zhi) si noterà che la  presenza  di  xīn 心 compare in entrambi: è la presenza del Cuore,  indicante come  sia il volere  che  il proposito ne siano dipendenti

    Il Volere e il proposito costituiscono una coppia usata correntemente, anche al di fuori del contesto della Medicina Tradizionale Cinese, e usate come zhi yi o come yi zhi .

    Zhi yi (pensiero, mente, volontà, proposito, disegno, determinazione) insiste maggiormente sull’idea che si ha nella mente, sul disegno che si costruisce e sulla determinazione che inizia, mentre yi zhi (volontà, intenzione; volontario; risoluto,
    determinato) insiste maggiormente sulla fermezza del proposito, sulla determinazione, sulla risolutezza, sulla forza di volontà. 

    Lo Zhi e lo Yi sono legati rispettivamente ai Reni e alla Milza, e possono essere intensificati attraverso attraverso una regolare pratica di Qigong che si concentri su questi due organi (vedi ad esempio i broccati per Rene e Milza).

     
  • Paola Borruso 13:28 il 5 September 2015 Permalink |
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    Imparare a percepire il Dantian 


    daLa presa di coscienza dei tre Dantian  è di fondamentale importanza per il praticante.

    I Dantian sono luoghi d’elezione dove l’energia, il Qi, si raccoglie durante le sessioni di pratica, ed è opportuno quindi indirizzarvi in modo corretto la mente: sappiamo infatti che dove va la mente, lì vi è l’energia. Non è semplice né uguale per tutti eseguire una visualizzazione immediata dei Dantian e ancor più una loro percezione vera e propria. Non vi è infatti una visualizzazione “standard”:  molto dipende dalla predisposizione del praticante, dal suo assetto interiore, emozionale ed energetico, dal suo livello di pratica. Il “sentire” questi “luoghi” al nostro interno può essere inizialmente allenato con semplici pratiche quotidiane che potranno aiutarci a sviluppare percezioni più nette e reali che ci porteranno a riconoscere anche quando l’energia è abbondante e quindi la nostra pratica corretta.

    Inizialmente, può essere interessante soffermarsi semplicemente  sull’ascolto interiore e sulla presa di coscienza  di ogni singolo Dantian (superiore, medio e inferiore) soprattutto perché spesso, per chi è agli inizi, può rivelarsi più facile sentire in maniera più spontanea quello superiore (poiché percepito all’interno della testa e a diretto contatto con la mente, e di conseguenza “riconosciuto” come il più vicino).

    Nella tranquillità e nel rilassamento, anche da seduti, possiamo dirigere la nostra attenzione soffermandoci alcuni minuti  su ognuno. Immaginiamolo spazioso e visualizziamo  all’interno  una fonte di luce, o una fiammellina sempre viva proprio al centro. Focalizziamo in quel punto  la nostra attenzione e  moduliamo anche il respiro: ad ogni inspirazione il Dantian si riempie di energia universale, ad ogni espirazione il Dantian si espande, si identifica con il Cielo e si unisce ad esso. Ripetiamo questa sequenza inizialmente per alcuni minuti (il tempo man mano potrà estendersi ) nutrendo con la nostra intenzione attiva l’energia che stiamo concentrando all’interno.

    Fra le  altre pratiche  importanti, che lavorano anche sull’accumulo di energia nei Dantian, non possiamo tralasciare di citare il Zhanzhuang  vedi Zhanzhuang: cos’è e come si esegue)

    Propongo infine  delle generalità sui tre Dantian

    L’ideogramma di Dantian  rappresenta  il crogiuolo alchemico, il forno della trasformazione vitale e al centro del forno vi è il segno del Cinabro, che rappresenta il materiale energetico della trasformazione. Lo stesso termine, Dan, viene usato in Medicina Tradizionale Cinese, per indicare il farmaco in generale. il secondo carattere Tian rappresenta un campo coltivato, ben irrigato da canali di irrigazione (cit. La via della forza interiore, C. Moiraghi)

    I Dantian

    Il Qi, oltre a circolare nei meridiani: si concentra in certe zone, chiamate dagli antichi taoisti i tre “campi del cinabro“. Il cinabro (solfuro naturale di mercurio) é un minerale di colore rosso vermiglio e, secondo gli antichi cinesi, era il materiale perfetto, libero da qualsiasi impurità e siccome i giacimenti di cinabro si trovano sotto le vene aurifere, nacque l’idea che, in natura, l’oro si trasformasse lentamente in questo minerale. Il cinabro fu, così come l’oro, associato alla vita ed all’immortalità e si sarebbe trovato, altra forma, anche all’interno del corpo umano per l’appunto nei tre campi del cinabro. Il campo del cinabro superiore si trova tra il punto YinTang, tra le sopracciglia, l’occipite, e la sommità del capo al punto Bai Hui (Cento Riunioni) da cui l’anima spirituale (contenuta nel fegato) lascia il corpo dopo la morte. Possiamo dire che si trova a livello della ghiandola pineale, o epifisi. Il campo di cinabro medio é situato nel centro del petto, in corrispondenza del timo. Il campo di cinabro inferiore si trova in una zona delimitata anteriormente dall’ombelico e posteriormente dal punto Ming Men (Porta della Vita), nello spazio tra L2 ed L3. Comprende anche la zona delle ovaie e dei testicoli. E’ in stretta relazione con la longevità, che per i Cinesi corrisponde con l’aspetto giovane e la capacità di riprodursi. L’ombelico è considerato il collegamento con l’energia primordiale (Yuanqi) L’Energia dell’essere umano può essere vista come costituita da 3 componenti fondamentali, chiamati “i 3 Tesori”; Jing, Qi, e Shen. Il Jing rappresenta sia la nostra ereditarietà costituzionale, quello che abbiamo ereditato dai nostri genitori, sia la vitalità del nostro corpo fisico, che a sua volta dipende dalla nostra alimentazione e dall’aria che respiriamo. Le sedi dove si accumula il Jing sono primariamente l’addome (Dantian inferiore), ma anche la testa. Il Qi, in questo contesto, rappresenta la funzione degli organi e l’Energia circolante nel corpo nei Meridiani. Si accumula nel petto (Dantian mediano). Lo Shen rappresenta sia l’attività mentale, lo psichismo, che la vitalità generale del corpo. Si accumula primariamente nella testa (Dantian superiore), ma anche nel Cuore. (fonte http://www.studioadelasia.it/)

     
  • Paola Borruso 16:21 il 1 September 2015 Permalink |
    Etichette: , , , sorriso   

    La pratica taoista del sorriso interno 


    smil

    Ripropongo un articolo pubblicato tempo addietro sulla mia pagna Fb TerradiMezzo.
    La pratica del sorriso interno, come afferma in uno dei suoi testi Mantak Chia, (‘Tao Yoga’, Ed. Mediterranee, 1989), veniva insegnata già nell’antica Cina dai maestri taoisti per favorire l’armonia interiore ed assicurarsi la salute, la longevità e la felicità.
    La tecnica qui solo accennata, è una forma di rilassamento unita a visualizzazione per indirizzare l’energia a tutti gli organi.
    L’esercizio, comincia chiudendo gli occhi, seduti sul bordo di una sedia, le mani in grembo, riempiendoli di un radioso sorriso.
    Successivamente, lingua premuta contro il palato, si invia l’energia radiosa del sorriso al corpo, lungo tre linee principali:
    1. Linea anteriore del corpo: inviate il sorriso prima al viso, poi al collo,al cuore e ai vasi, ai polmoni, al pancreas, alla milza, al fegato, ai reni e ai surreni.
    2. Linea centrale del corpo: inviate il sorriso alla bocca, allo stomaco, all’intestino tenue, al colon, al retto e contemporaneamente inghiottite la saliva.
    3. Linea posteriore del corpo: inviate il sorriso alla colonna vertebrale, vertebra per vertebra.
    Si conclude concentrando l’energia all’ombelico, portando le mani in questa zona ( sinistra sopra la destra per gli uomini, destra sopra la sinistra per le donne), ruotandole a spirale trentasei volte in senso orario
    (antiorario per le donne) e poi ventiquattro volte in senso contrario
    (orario per le donne).
    La pratica del sorriso interno andrebbe svolta quotidianamente come forma di rilassamento e meditazione e autocura.

    fonte: Accademia Opera: “La Via del Sorriso”, tesi di Antonella Bergamaschi
    pubblicata su http://lamezzalunayoga.weebly.com/uploads/6/3/7/6/6376491/tesi_sul_sorriso_interiore.pdf

     
  • Paola Borruso 9:13 il 24 July 2015 Permalink |
    Etichette: , , mente colori, , , visualizzazioni   

    Le visualizzazioni nel Qigong 


    FB_IMG_1436713357697Le pratiche di Qigong si avvalgono spesso di visualizzazioni che possono essere di due tipi.

    1) Indotte: quando, su suggerimento di chi conduce la pratica di gruppo o su iniziativa del singolo praticante, la  mente è guidata a creare immagini di benessere che  diventano realtà interiori.

    2) Spontanee: che possono insorgere durante la pratica, una volta entrati nello stato di Qigong e che possono interpretarsi come la manifestazione di una condizione psicofisica in atto, come un messaggio particolare che il nostro organismo ci segnala, o ancora, a seconda della loro natura  e qualità, possono indicare un cammino dell’individuo volto ad un accrescimento spirituale. E’ noto infatti come  la pratica costante del Qigong abbia tra i suoi  effetti  l’acquisizione di facoltà straordinarie  e visualizzazioni specifiche  possono rappresentarne un aspetto  ma è bene precisare come  queste ultime siano assolutamente  soggettive e che una pratica senza visualizzazioni non vuol dire che non sia valida.

    Può capitare che le  visualizzazioni  indotte si accompagnino a sensazioni corporee (caldo/freddo/fresco all’interno del corpo, sensazione del fluire dell’energia, etc). Le visualizzazioni più frequenti, suggerite durante le sessioni di Qigong, riguardano ambiti di armonia  e serenità. Riportano a luoghi limpidi e sereni, dove il Qi sia pulito e il campo pieno di informazioni positive. Esse fanno anche rifermento alle pratiche respiratorie: l’inspirazione solitamente è legata ad un portare dentro (riempirsi/nutrirsi di Qi) ,  l’espirazione all’unione con l’Universo (espandersi e unirsi al Cielo) (vedi  l’articolo  Laqi Guanqi con video)

    Una delle immagini più frequenti è difatti quella del Cielo: azzurro nella sua limpidezza e privo di nubi oppure stellato e illuminato dalla Luna. Altre visualizzazioni sono legate all’Infinito, allo spazio immateriale, dove la Hunyuanqi è più pura, altre ancora ci portano a luoghi dove la mente possa rilassarsi. Immaginiamo infatti i benefici di una mente calma e stabile durante la pratica, proprio come la superficie tranquilla  di un lago.

    Ancora,  visualizzazioni specifiche riguardano invece l’interno del corpo umano (e possono insorgere spontaneamente)  o possono essere da noi indotte e concentrarsi quindi su un organo in particolare (ad es. perché desideriamo riportarlo a condizioni ottimali di funzionamento). Per inserire e penetrare energia in un organo bisogna comunque fare in modo di non irrigidire la mente: ecco perché, per evitare stress, è meglio immaginarlo dai contorni sfumati. Ricordiamo infatti che la pratica di Qigong non deve essere ostinata. E’ importante mantenere la mente concentrata e  leggera allo stesso tempo (vedi il mio precedente articolo La concentrazione senza sforzo )

    Fra le  visualizzazioni ricordiamo quelle date da pratiche che fanno riferimento agli animali: ruotare il collo come una gru, avanzare come una tigre, muoversi come una scimmia ( il tenere presente le caratteristiche di questi animali ci può far comprendere meglio lo spirito dell’esercizio e l’atteggiamento che deve assumere la mente), oppure quelle suggerite da alcuni aspetti marziali degli Otto Broccati (es. tendere l’arco) o morbidi e leggeri come nella tecnica di “Separare le acque”.

    Ricordiamo infine le visualizzazioni indotte e legate ai colori  ( in relazione agli organi,ad esempio, in alcune versioni dei Sei Suoni Segreti ) e, ultima ma non per questo meno importante: la visualizzazione del Qi: durante la pratica è più efficace se riusciamo a visualizzarne la presenza come sostanza che abbia una propria identità e una sua densità, soprattutto quando lo penetriamo all’interno del corpo sia prendendolo dal Cielo che dalla Terra.

     
  • Paola Borruso 8:09 il 24 July 2015 Permalink |
    Etichette: armonia, , , ,   

    L’origine delle malattie 


    66434_406118766140145_158825534_nQuando gli Spiriti si allontanano dagli zang, insorge la malattia; occorre quindi mettere in atto  delle pratiche meditative che li conservino nei loro  alloggiamenti o che siano in grado di farli ritornare se si  allontanano. La salute è veramente tale se ci si  adegua alle leggi che regolano l’universo e se c’è armonia tra macrocosmo e microcosmo; non esiste quindi separazione tra salute psicofisica e  spirituale, diversamente dalle concezioni ancor oggi  prevalenti in Occidente, dopo che in questa parte del  mondo erano state dimenticate le prescrizioni dell’antica  Grecia in fatto di salute e malattia.
    La vita dell’uomo si svolge tra Cielo e Terra. Il  Cielo penetra la Terra e dona la vita, la Terra  partorisce; essa vive dell’amore che il Cielo ha per  lei. “Virtù” è il movimento creatore del Cielo che si diffonde sulla Terra: compito della Terra è rendere soffi la virtù del Cielo, per dar luogo, attraverso la  loro concentrazione, alle diverse forme corporee.
    Il punto dove Cielo e Terra si incontrano è il cuore,  centro vitale che accoglie gli spiriti venuti dal  Cielo. Per questo, un uomo il cui cuore non è più in  armonia con Cielo e Terra, si ammala.

    (fonte: fistq.org)L

     
  • Paola Borruso 12:10 il 16 July 2015 Permalink |
    Etichette: coltivazione interiore, , , , , yishi   

    Il Maestro interiore. Yishi e la coltivazione del Qigong. 


    medifire

    All’interno di un cammino di pratica, come è quello del Qigong, la figura del Maestro riveste particolare importanza: è lui che ci guida nell’apprendimento delle tecniche, che interviene di fronte ai nostri dubbi; a lui spesso ci si rivolge per chiarimenti, spiegazioni, delucidazioni varie. L’allievo e il Maestro maturano dunque insieme un percorso che si rivela  utile ad entrambi, per la crescita interiore e per l’evoluzione personale. Non c’è un momento preciso, nella pratica di una persona, in cui si possa dire di non avere più bisogno di un Maestro:  la questione è del tutto soggettiva, ma la considerazione su cui tutti saremo d’accordo  è che nessuno può fare il cammino al posto nostro: i nostri Maestri possono sostenerci e accompagnarci ma siamo noi stessi a dover progredire.

    Tutto parte da una nostra intenzione specifica a farlo. Nella nostra convinzione e nella fiducia che riponiamo nel metodo sono riposti i segreti dell’ efficacia del nostro Qigong ( “Xin ze ling”: funziona quando voi ci credete). L’uso di Yishi (intenzione cosciente e consapevole) può determinare anche  il nostro grado di Gongfu , che va coltivato attraverso la pratica.  (Si può leggere a questo proposito l’articolo ” Grandi risultati da una pratica scadente su www.zhinengqigong.it/ in  Aneddoti sul Qigong)

    Se all’uso corretto di Yishi saremo anche in grado di unire un’esecuzione  appropriata delle tecniche, i risultati saranno maggiormente visibili e anche più veloci da raggiungere.Tutto questo va indubbiamente allenato con tempo, dedizione, pazienza, volontà e soprattutto tanta pratica.

    Il Qigong lavora anche sulla nostra autostima e ci aiuta a rinforzarla. Uno dei passi fondamentali per farlo è quello di guardare dentro noi stessi, considerarci e accettarci  ma senza escludere la possibilità di un miglioramento. Tutti noi infatti abbiamo delle qualità innate che spesso sono silenti e rimangono dunque allo stato latente. Il Qigong ci aiuta a riconoscerle  e ci insegna a farne un corretto uso.

    Lo scopo della nostra pratica di qigong è quello di fortificare queste capacità, fortificarle, e ancora fortificarle. Cos’è il qigong? Il rafforzare le capacità innate di una persona attraverso la pratica di un sistema specifico di allenamento. Una volta rafforzate, le capacità si riveleranno e si può essere riconosciuti come persone che hanno gongfu e capacità. Guardate dentro di voi. Effettivamente non è soltanto una questione di pratica. La pratica può soltanto cambiare un po’ la quantità. Tutti quanti abbiamo queste capacità. Non dovreste guardare fuori di voi. Infatti è mia opinione che qualcuno di voi ha capacità che superano le mie. E’ come se voi aveste dell’oro infilato nel vostro corpo ed ancora andaste in giro elemosinando con una ciotola per l’elemosina. Oh sono povero e affamato, datemi qualcosa da mangiare. Non sapendo che avete dei tesori dentro di voi.
    Voglio dire che le capacità sono già in voi. Avete solo bisogno di usare un certo metodo, di concentrare la vostra mente, e di usarle attivamente; è tutto! E questo è già gongfu avanzato. Non dovete andare a cercare fuori dei maestri di qigong. E’ sufficiente che guardiate dentro voi stessi. Guardate semplicemente voi stessi quando affrontate qualche problema. Volete sbarazzarvi della vostra malattia o avanzare nel gongfu; guardate dentro di voi. Dentro di voi ci sono tesori infiniti, semplicemente usateli. Avete soltanto bisogno di estrarli. Avete pensato che essi debbano venire da fuori; no, non possono. L’effetto reale deve venire da voi stessi. Nessuno può fare questo da fuori. Deve espandersi dall’interno. Come il germogliare di un seme, deve venir fuori da se stesso. Potete spillarlo dall’esterno, ma questo non aiuterà. Per tutti quelli che la penseranno così, il loro gongfu crescerà immediatamente così. E’ molto rapido: comprendete immediatamente quello che vi sto dicendo, avvinghiatelo con la pratica e potrete guidare la guarigione immediatamente con risultati istantanei. E’ così semplice. Nel passato nessuno ha osato dire queste cose perché i maestri di qigong sarebbero stati fuori dal mercato. I maestri di qigong sono uguali a noi, con un naso e due occhi, niente di speciale. Chi vorrebbe allora diventare l’apprendista di un maestro, seguendolo in giro? Una volta che il gatto è fuori dal sacco, diventa senza valore. Nessuno vorrebbe mai seguire il maestro per anni.

    Qualora ce ne sia bisogno, dobbiamo dunque riconoscere che è utile cambiare anche il nostro modo di pensare, il nostro sistema di riferimento, che fa da cornice alle nostre convinzioni, alla nostra interpretazione della realtà. Dobbiamo riconoscere che quella in cui viviamo e che ci hanno, o ci siamo costruiti, non è l’unica realtà possibile e assoluta. Facciamo dunque spazio e apriamoci al cambiamento, apriamoci  a ciò che non potremmo realizzare a causa delle nostre troppo radicate convinzioni.  Nascondendoci dietro di esse, spesso non riflettiamo su quanto siano d’intralcio alla nostra evoluzione interiore.

    Cambiate il vostro modo di pensare
    Per praticare qigong e usare yishi dobbiamo prima guardare la posizione della mente. Se l’atteggiamento della mente non è cambiato non possiamo usare yishi. Perché un trattamento di qigong sia efficace la chiave giace proprio nel vostro stesso uso di yishi. Per esempio, avete un cancro e il vostro atteggiamento mentale è che vi ucciderà e che voi dipendete totalmente dai trattamenti, siano essi di medicina occidentale che di qigong. Questo sarebbe un errore. (…) Quando usate yishi, quali fondamenta del pensiero state usando? Quale base state usando per nutrire le attività mentali? Se usate il vecchio modo di pensare – Ho il cancro, non c’è modo di guarire; se guarisco, non può essere cancro – usando questo genere di base mentale, potrà mai yishi lavorare per voi? Quando il vostro atteggiamento mentale è: “una volta che ho sviluppato il cancro morirò sicuramente”, anche quello è usare yishi: così voi avete inconsciamente peggiorato la vostra malattia. Nel momento in cui vi ho spiegato questo principio e voi potete usare yishi, accettatelo, e cambiate il vostro modo di pensare – il cancro non mi ucciderà; la mia malattia grave non è un problema; per quanto grave possa essere la mia malattia, essa può essere rivoltata; reumatismi cronici, deformità, possono tornare ad uno stato di salute; perdo il controllo della metà del mio corpo a causa di un ictus, posso guarire – anche con questi pensieri voi state usando inconsciamente yishi. E lui sta facendo effetto. In quale altro modo pensate che yishi debba essere usato? Yishi agisce nel subconscio, nutrendo le vostre attività vitali. Se non siete disposti a cambiare il vostro atteggiamento mentale, la vostra posizione, come userete yishi? Pensate che sia tutta una questione di metodi. Per essere efficaci i metodi devono essere diretti da un modo corretto di pensare. Senza un modo corretto di pensare che vi guidi, il metodo diventerà dannoso.” (Cit. tratta da Using Yishi, Pan He Ming)

     
  • Paola Borruso 8:04 il 14 July 2015 Permalink |
    Etichette: gong, ideogramma, , significato   

    Qi Gong : analisi degli ideogrammi 


    chi-gong

    Ideogramma Qi Gong

    Caratteri per Qi e Gong

    Il primo ideogramma, Qi , è composto dalla parte superiore ed esterna, raffigurando del vapore che dalla terra sale verso il cielo, che oggi da solo costituisce il carattere Qi, e dal radicale in basso e a sinistra, 1 indicante il chicco di riso, quindi quella parte materiale che cocendo rilascia il vapore, tendendo a rimanere in basso. Abbiamo quindi la convergenza di due elementi fondamentali: l’elemento celeste, Yang e quello terrestre, Yin. Qi si può tradurre allora con energia, una forma di energia indifferenziata, ma anche aria, vapore, per sottolinearne la sua concretezza. Il secondo ideogramma, Gong, è composto anch’esso da due elementi: quello di sinistra, l’elemento fonetico, quello che gli dà la pronuncia, indica lavoro, quello di destra, invece, significa forza, potenza. Il significato dell’intero carattere è lavoro fatto con impegno. Il termine Qigong può essere tradotto in sintesi come “abilità acquisita con un lavoro costante nel tempo nello sviluppo e controllo dell’energia”

    (fonte: studioadelasia.it)

     
  • Paola Borruso 13:15 il 11 July 2015 Permalink |
    Etichette: , , dita, , , oscillazione, , scapolo omerale   

    Oscillare le braccia 


    L’obiettivo di questo esercizio è quello di migliorare la circolazione sanguigna  e il benessere di tutto l’organismo, mantenere in buone condizioni le articolazioni scapolo omerali (ed evitare l’insorgere della periartrite scapolo-omerale) stimolando inoltre la circolazione dell’energia dal  dantian inferiore  lungo tutti i meridiani fino raggiungere le estremità delle dita.

    bracciamani3Posizione di partenza: In piedi, gambe divaricate per un’ampiezza pari a quella delle spalle. Corpo allineato cielo -terra con particolare attenzione ai punti baihui e yongquan (la posizione di partenza con tutti gli accorgimenti viene ampiamente spiegata in altri miei post sul sito). Le braccia sono sciolte e lungo i fianchi, le dita distese naturalmente.

    Movimento: fate oscillare le braccia in avanti e in alto fino all’altezza dell’ombelico (oppure in avanti non oltre l’altezza delle spalle) poi fatele dondolare in basso  e indietro con naturalezza. Con l’oscillazione ritmica e regolare di entrambe le braccia, la regione lombare e la pelvi dondolano avanti e indietro allo stesso ritmo. inizialmente ripetete  questi movimenti oscillatori per 100 volte (circa 2-4 min) e poi aumentate gradualmente giorno dopo giorno.

    Nel corso dell’esercizio rilassate il più possibile tutto il corpo. Il movimento oscillatorio deve essere lieve, ritmico  e spontaneo, va eseguito a un ritmo comodo e agevole, circa 50 oscillazioni al minuto. Durante l’esercizio continuate a respirare in modo naturale.

     
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