PRATICARE QIGONG 氣功

Blog personale – Paola Borruso

Guarire con il Qigong si può? Le vostre testimonianze

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Guarire con il Qigong
Guarire con il qigong

In questo articolo affronterò l’argomento della Guarigione attraverso il qigong in un modo singolare: riportando testimonianze che ho raccolto attraverso il mio gruppo Fb Guarire con il Qigong, attraverso cui potrete risalire a tutti coloro che gentilmente hanno prestato la loro testimonianza (e che anche in questa sede ringrazio). In base a ciò che hanno scritto, qualora vogliate mettervi in contatto con loro potete farlo richiedendo l’iscrizione al gruppo.

Posto che il Qigong può essere utilizzato come strumento di guarigione esclusivo, e vi assicuro che c’è chi si è assolutamente fidato di questo strumento -magari approdandovi come ultima spiaggia e perciò praticando intensamente e con enorme volontà– mi sento subito in dovere di citare il mio articolo sull’affiancamento del Qigong alla Medicina occidentale così come molti ospedali anche italiani hanno finalmente iniziato a fare e di cui ho personale esperienza. Per un praticante sappiamo quanto può essere di supporto la testimonianza: è una cosa importante, che va condivisa, perciò mi auguro che i commenti a questo mio articolo possano integrarne i contenuti riportati di seguito.

Ultimamente ho dato nuova impostazione al mio gruppo. Con scadenze quasi settimanali rigiro un quesito, pongo una domanda, una questione di interesse comune,sulla quale si animano le conversazioni e gli scambi, motivo fondamentale per cui anni addietro, animata come sempre dalla mia grande volontà di diffusione, creai il gruppo. La domanda che ho posto era esattamente questa: “Usando semplicemente il qigong, siete riusciti a guarire da qualche disturbo, patologia, squilibrio, malattia? Potete scrivere le vostre testimonianze /esperienze, sia in positivo che in negativo.”

Eccovi gli interventi e le risposte, augurandomi che vi siano utili, cosa che mi farebbe piacere avere come riscontro.

Molti: miopia, 6 vertebre schiacciate, frattura dell’osso sacro, raffreddori e frequenti mal di gola, influenze stagionali (nel senso che non ne ho più presa una), sindrome da reflusso, cistiti e problemi ai reni, lutto e depressione e potrei continuare.

“Attraverso la pratica del Qi gong la mia tiroide è migliorata alla grande!!! Abbinata ad una giusta alimentazione da 125 mg di pastiglia che prendevo ora prendo 25 mg solo per 4 gg e sono rifiorita. Da 7 anni mi curo da sola col dosaggio delle pastiglie . 8 anni fa un medico mi sparava a caso il dosaggio e ho avuto problemi di cuore. Il Qi gong mi ha aiutato a recuperare forze energie e ora non mi ammalo più e sto benissimo!”

Praticando due volte a settimana, mi sentivo più sciolta a livello di schiena, se avevo dolori a livello lombare mi passavano, mi sentivo più serena e cercavo di avere una giusta postura. Se migliorasse altre cose può darsi, so che non praticando mi mancava.”

“Ho ho iniziato la pratica in giovane età ma ero già malandata un bel po’ … Soffrivo di attacchi di panico, avevo una diagnosi di celiachia, e un principio di osteoporosi. In circa un anno di pratica gli attacchi di panico svanirono ma non mi resi conto che potesse essere stato merito del Qi gong. Dopo due anni la diagnosi di celiachia è caduta, piano piano le mie ossa sono tornate normali . E poi alla fine non poteva essere stato null’altro che il Qi gong! ❤️ Ahh.. mi dissero anche se avessi voluto un figlio avrei dovuto fare una cura ormonale e invece è arrivato a sorpresa, inoltre un adenoma para tiroideo arrivato in un momento della mia vita in cui non ero in armonia e avevo smesso di praticare. Con la ripresa della pratica del Qi Gong e anche del Reiki è scomparso in circa 3 mesi ed ho scampato l’intervento. “

Grazie al qi gong si è regolarizzato il mio ciclo 

“Grazie alla pratica continua di Qigong il mio sistema immunitario si è ristabilito !spina dorsale schiena e psiche concentrazione notevolmente migliorata ! Grazie anche al mio impegno continuativo!”

” Un nodulo che avevo al seno è sparito”

“La pratica della ragazza di Giada è molta meditazione mi hanno aiutato a rimanere incinta a fronte di una diagnosi di endometriosi al IV stadio che equivaleva più o meno alla certezza, per i medici, che non avrei mai avuto figli. C’è da dire che, da medico cinese, non ho mai pensato che ciò che affermavano fosse una sentenza e infatti ..” P. S. Dall’endometriosi non si GUARISCE ma con la medicina cinese ed il Qi Gong si migliora di molto la qualità della vita. Io ad esempio ho smesso di assumere farmaci da 13 anni.

“30 anni fa lessi che questa disciplina insieme al taiji erano efficaci per curare malattie del metabolismo . All’epoca mi avevano diagnosticato il diabete e mi dissero che prima o poi avrei dovuto passare all’insulina . Cominciai la pratica del taiji e del qigong ( chi pratica sa che le due cose sono complementari ) facendolo tutti i giorni per tre anni col risultato che la mia curva da carico si stabilizzo’ e non ho più avuto quel problema . Pur non facendolo tutti i giorni continuo tuttora con la pratica di entrambi”

“Personalmente è stato molto utile per una sindrome vagale da reflusso gastroesofageo. Il qi gong ha un ruolo importante per la regolazione del sistema neurovegetativo.”

“Io pratico qigong da circa 5 anni, in media 3-4 volte a settimana. Il sistema immunitario si è rinforzato, prima ero soggetta di continuo a tonsillite e raffreddore, ora molto meno!! Inoltre riesco ad avere livelli soddisfacenti di pressione e colesterolo…. ed io sono un buona forchetta!”

“Dalle testimonianze ricevute è chiaro e lapalissiano che una buona pratica ha risvolti incontrovertibili sullo stato generale di salute,quindi su tutti gli organi ed apparati…!!!”

“Grazie al Qi Gong ho completamente eradicato vecchi dolori lombari derivanti da protrusioni a livello di L5-S1, unitamente ad un generale rafforzamento immunitario ed una sensazione complessiva di maggiore benessere. Pur avendo superato i 50, avverto una buona scioltezza articolare ed una maggiore consapevolezza del movimento, della postura e delle emozioni”

“Io ho 1 ernia discale, 2 cervicali e la Sclerosi Multipla dal 2007 e dal 2013 pratico QiGong e Taijiquan è ho avuto notevoli benefici fisici e psicofisici insieme a me ora praticano 11 persone con Sclerosi multipla e tutti hanno avuto benefici, c’è chi ha abbandonato le stampelle e i bastoni, migliorato l’equilibrio e la forza.”

“Mi è stata diagnostica la sclerosi a luglio 2017. La neurologa mi ha subito consigliato di fare attività fisica, ad ogni controllo mi ribadiva che era veramente importante. Mi sono iscritta in palestra, una bellissima palestra dove c’era di tutto, corsi pesi piscina ed istruttori veramente disponibili, ma purtroppo io mi sentivo sempre fuori posto. Facevo i corsi con le persone c anziane, ma per me era una sofferenza vedere che non riuscivo a fare movimenti che persone di 80 anni facevano senza problemi. La mia fisioterapista è stata la prima a consigliarmi il tajJi. Appena ho visto che tenevano un corso a Monza mi sono iscritta. E’ difficile spiegare quanto mi sta aiutando il corso. Mi sta aiutando sotto tantissimi aspetti. Il corso aiuta come gruppo di supporto, mi hanno consigliato in passato di andare a corsi con persone con la mia malattia ma mi sono sempre rifiutata. Il corso è composto da persone che hanno i miei problemi che sanno quello che provo. Il gruppo mi aiuta ad affrontare i momenti difficili. Si è creata una famiglia. Ci aiutiamo a vicenda, ci aiutiamo a non mollare mai e ad affrontare tutto sempre con il sorriso. Non sono più sola ci sono persone che mi capiscano veramente.Dal punto di vista fisico il corso mi sta aiutando tantissimo. Ho la fortuna di avere un GRANDE MAESTRO, anche lui ha la sclerosi e per questo mi capisce immediatamente. Il corso è improntato ad aiutarci nella vita di tutti i giorni. Facciamo esercizi che ci permettono di affrontare i problemi della quotidianità. Nello specifico io avevo problemi a camminare e dopo 2 cadute avevo paura di passeggiare da sola, ma il maestro giorno dopo giorno mi ha insegnato come affrontare i miei problemi. Mi ha fatto fare esercizi mirati e adesso, la mia passeggiata da sola è il mio momento di rivincita contro la malattia. Consiglio veramente questo corso, purtroppo non sono brava con le parole ma quello che vorrei far capire che questo corso è globale aiuta il malato a 360°, è un’esperienza di vita, il corso non è solo quando sei in palestra, il corso dura durante tutta la giornata, perché applicare i principi al quotidiano aiuta ad affrontare le difficoltà
Anche le persone che mi sono accanto hanno visto la differenza, si sono accorti che sono cambiata, che ho più voglia di combattere e di non mollare e tutto questo sempre con il sorriso.”

“Ho cominciato a praticare il Qi Gong mentre ero affetto da Melanoma maligno poi andato in metastasi. Nel frattempo ho subito quattro interventi chirurgici e due cicli di chemioterapia sperimentale. Avrei dovuto fare altri due cicli dopo l’ultimo intervento ma ho abbandonato perchè sentivo che ero arrivato ad un limite tale che un ulteriore chemio mi avrebbe ucciso. Mi hanno trovato una “macchia” nel fegato e mi è stato consigliato un intervento esplorativo in laparoscopia. Ho salutato tutti e sono andato a vivere in montagna in mezzo a splendidi boschi, dove praticavo tutti i giorni il Qi Gong, mangiavo biologico e assumevo dei funghi cinesi con proprietà antitumorali. La macchia è sparita, la malattia si è fermata e 32 anni dopo sono ancora qui.Ho superato periodi di depressione secondaria alternati a periodi di devastanti attacchi di panico. Prendevo ansiolitici, antidepressivi, antipanico e antisomatici: sparito tutto. Sono guarito da una colite spastica, reflusso gastro-esofageo, mal di testa, lombo-sciatalgia. In seguito alla rimozione delle catene linfonodali iliache,inguinali e su-inguinali avevo un edema linfatico alla gamba destra di notevoli proporzioni. Col Qi Gong associato al Meliloto officinale ho ridotto l’edema del 95% e non uso più il collant elastico alla massima compressione. A 62 anni leggo senza occhiali e non ho bisogno del Viagra !!”

“Più volte mi ha salvato… Una ad esempio, avevo mangiato schifezze in Africa.. Se non mi fossi ricordato il qigong avrei preso influenza intestinale..”

“Ciao Paola sì con il qigong ho risolto il problema del tunnel carpale e pollice a scatto che avevo in entrambe le mani. Ero al primo anno di corso per diventare Operatore di qigong e ho capito che per essere un buon insegnante e poter veramente trasmettere qualcosa agli allievi, dovevo prima lavorare su di me e risolvere il mio problema. Dopo cento giorni di pratica le mie mani sono guarite….e sono felicissima di aver disdetto l’intervento….Un abbraccio di qi energetico a te e a tutto il bellissimo gruppo.♥️

“Convivo con sei ernie alla colonna, tre lombari e tre cervicali, praticamdo Taijiquan da 15 anni. Da allora non mi sono più bloccata e non ho mai più preso farmaci anti infiammatori ecc.”

“Io soffrivo di asma e adesso respiro regolarmente”

“Ciao, posso riportare la mia esperienza, in termini di pratica personale, con la disciplina del qigong. Mi chiamo Marco Tau, ho 65 anni, sono nato a Roma e vivo in provincia, puoi fare il mio nome nell’articolo.
2002 – all’epoca avevo questi problemi di salute:
– ipertensione (genitori ipertesi), con crisi di tale intensità da costringermi a prendere farmaci, anche d’emergenza.
– disturbi dolorosi e ricorrenti da diverticolosi diffusa in tutto il colon (mezz’ora dopo pranzo andavo di corsa al bagno),
– crisi vertiginose periodiche e severe (sono finito al pronto soccorso).
Decennio 2002-2012 io e la mia compagna iniziavamo, nel 2002, a seguire un insegnante cinese che, in un centro medico romano, per due mesi all’anno, impartiva lezioni su alcune pratiche tratte dal repertorio del Zhineng Qigong, in particolare, dalla forma del II° livello. Una volta a settimana, praticavamo la stessa forma, come integrazione in un corso di Taijiquan stile Chen. La seconda lezione al centro, praticando la tecnica nota come “Collo di Gru”, sono svenuto, ma ho insistito e, dopo pochi mesi, non soffrivo più di disturbi vertiginosi. Nel corso di quel decennio, per approfondire, ho appreso numerose tecniche integrandole nella mia pratica, che facevo 2-3 volte a settimana.
Dopo qualche anno, tutti i sintomi della diverticolosi sparivano, e, adesso, mangio quello che voglio, ma con moderazione, anche perchè sono vegetariano. Nel 2012, cercando un gruppo che praticasse Zhineng Qigong qui a Roma, ho incontrato Amanda Carloni, e da allora ho iniziato, di nuovo, a praticare esclusivamente Zhineng Qigong, con frequenza giornaliera.Nel corso di qualche anno, anche l’ipertensione, che, meno severa, ancora resisteva, è svanita.
Oggi, pratico ZNQG, assieme alla mia compagna, per 2 ore circa, ogni giorno, e sto lavorando alla risoluzione di esiti di un incidente in moto che avuto a 20 anni, con danni alle cervicali.”

Bene, se ritenete che l’articolo sia di vostro interesse, vi invito a condividerlo affinché le testimonianze di guarigione (…e non solo dal coronavirus!!!) possano circolare e rinforzare la fiducia nei risultati di questa meravigliosa disciplina salutistica. Mi permetto di inserire anche i benefici per quel che riguarda l’aspetto psicosomatico, i benefici apportati a stati depressivi, da stress, ansia, panico e quant’altro.

La meditazione della montagna

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Una pratica meditativa alla quale sono molto affezionata è la meditazione della montagna, sicuramente molto conosciuta tra i praticanti di discipline olistiche e di rilassamento. La trovo molto utile perché allena la compostezza, la centratura, l’uniformità e l’integrità interiore in modo davvero efficace. Per praticarla è preferibile stare seduti, nella posizione a fior di loto ad esempio, o più semplicemente su una sedia, ma garantendo alla colonna una postura il più possibile eretta. In questo modo saremo anche ben poggiati sugli ischi e il nostro baihui sarà orientato verso l’alto, mentre il mento si ritrarrà dolcemente verso la gola. Le spalle rimarranno rilassate e il palmo della mano sinistra accoglierà il dorso della mano destra. Gli occhi si chiuderanno con dolcezza. A questo punto, mentre la mente percorrerà tutto il corpo e ne rilasserà ogni parte, ci apparirà la visualizzazione di una montagna. Una conosciuta, o una mai vista..poco importa. Osserviamone con esattezza la cima, rappresentata dal nostro capo, i versanti, rappresentantati dal nostro profilo destro e sinistro, la base, ossia dalle nostre anche in giù, lungo tutta la gamba e fino alle dita dei piedi. Ecco: incarniamo la stabilità della montagna. Essa nella sua immobilità interiore accoglie su di sé ogni stagione. L’inverno, dagli sferzanti venti e dal pungente freddo, quando l’acqua si trasforma in lastre di ghiaccio e la vegetazione diventa spoglia e nuda. Gli animali, a seconda della propria specie, la abitano oppure la abbandonano. Bianche nevicate ne ammantano la cima, violenti piogge ne sgretolano il terreno. Ma poi giunge la primavera. Gemme sugli alberi, timidi germogli, qua e là la vita risorge, il sole si fa più caldo, l’ambiente è pronto ad accogliere il tepore che presto si trasformerà in caldo cocente, in una varietà di colori, profumi, cinguettii, presenze. E tutto questo per lasciare successivamente il posto al rosso dell’autunno, ai suoi caldi colori e alle sue inevitabili trasformazioni. La montagna nelle quattro stagioni è l’emblema della vita e di tutto ciò che la attraversa. Tutto accoglie, rimanendo perfettamente centrata. E così deve essere l’atteggiamento di chi incarna questo tipo di meditazione, che giorno dopo giorno si rivela utilissima e formativa. Io amo molto, durante questo esercizio, mettere di sottofondo una musica che ho trovato e che propone i suoni della natura nelle quattro stagioni. Sto lì, ferma, apparentemente immobile e mi lascio attraversare. È una pratica che mi sta insegnando molto e giorno dopo giorno non smette di stupirmi. Vedo e distinguo il superficiale dal necessario. Riesco a capire quanto sia importante non lasciarsi sopraffare dalle emozioni. Mi accorgo di quanto la centratura sia potere. Ed è per questo che mi piace consigliarvela e magari, su questo post, avviare una discussione. Creare uno scambio. Sicuramente sarebbe interessante per tutti.

Buona pratica e un luminoso 2020!

Allinearsi. L’equilibrio posturale, emozionale, psichico.

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Da un corretto allineamento deriva una centratura completa ed equilibrata. Allinearsi è il mettere in relazione cuore, mente, corpo e non solo. E’ percepire il sentimento del caos, integrarsi con il suo continuo fluire , danzarne le continue evoluzioni sull’armonia cosmica universale. Allineamento è la risultante perfetta di staticità e movimento, di quiete ed azione, di causa ed effetto, di azione e reazione, è la manifestazione di equilibrio tra continuo essere e divenire.Visualizziamo un surfista: in equilibrio sulle onde , sa che esse sono di immancabile necessità. La loro natura è essere cavalcate. Lo richiedono come fosse una sfida in cui si mettono in gioco prontezza di riflessi, elevata concentrazione, conoscenza delle proprie capacità e desiderio di superarne i limiti. Indispensabili una immediata risposta agli stimoli, un tempestivo adattamento, un allineamento duraturo, stabile, flessibile e mai rigido. Ed è allora che il corpo esegue ciò che la mente vuole e si manifesta Yishi , ovvero il perseguire lo scopo , il tendere alla riuscita e il compierne la realizzazione. Quali micromondi nel macromondo, è per noi indispensabile fluire con esso. Poniamoci al centro del nostro campo di pratica, estrapoliamoci da situazioni, sentimenti e coinvolgimenti , anzi poniamoli all’interno del campo. E’ possibile che essi pratichino con noi. E’ probabile che trovino autonomamente una loro collocazione nel caos e sorga spontanea la loro risoluzione. Di certo non vorremmo impiegare inutili energie nel tentativo di scacciarli perché talvolta la pratica richiede accomodamento, flessibilità, intelligenza. Ascoltiamo il nostro appoggio sul terreno. Percepiamo la nostra testa in risalita quindi allunghiamoci tra Cielo e Terra. E adesso oscilliamo un po’, in avanti e indietro. Visualizziamo il nostro corpo colmo di liquido. Oscillando a destra svuoteremo alquanto la parte sinistra, e facendo il contrario avverrà viceversa. Ascoltiamo il troppo pieno e il vuoto. Percepiamo e prendiamo conoscenza degli eccessi e delle mancanze: accogliamole invece di distruggerle, entriamone in relazione. E poi ritroviamo ordine nel caos. Oscilleremo dolcemente fintanto che il liquido al nostro interno sarà in perfetto equilibrio, finché niente traboccherà dagli argini, finché tutto sarà calma. Ecco, la sensazione di centratura interiore può essere simile a tutto questo. E’ la fonte del radicamento, da cui proviene l’aspirazione alla percezione del divino che è in noi. Coltivare il distacco ci consente di accedere a livelli di sensazioni superiori, instaurando un primo contatto con il nostro Io interiore. Indispensabile il non sentirsi preda delle nostre azioni, sapere di poter ignorare i richiami dell’ego, riuscire a non ristagnare nelle emozioni che si protraggono a lungo. Ma la buona notizia è che non bisogna essere dei Guru per riuscirci. Il primo passo della riuscita è il volerlo, azione dopo azione, tentativo dopo tentativo: la grande scalata della crescita interiore che porta alla naturale evoluzione dell’essere umano.

Ecco: adesso entrate in tutto questo. Assaporate quest’ottica e consideratela pure uno stato di Qigong.

Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”
(Dante, Inferno, canto XXVI)

Tutto il resto affidatelo a voi stessi. Siete gli unici responsabili delle trasformazioni che avverranno durante la pratica.

Dedico questo articolo a Rosalba Lo Greco, persona che mi è vicina, che stimo e che è stata per me fonte di ispirazione per questa scrittura.

“Qigong al PC”

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Davanti al pc, più per lavoro forse che per svago o relax, trascorriamo spesso buona parte della giornata. Gli esercizi illustrati nell’immagine potrebbero farci da spunto per una pratica di Qigong che può rivelarsi molto utile se eseguita correttamente e con costanza. Possiamo dedicarvi qualche minuto al giorno o anche più, a seconda del tempo a nostra disposizione, in posizione eretta o seduta, a seconda delle nostre possibilità. L’immagine propone una sequenza di movimenti originariamente pensati per uno strechting ma che , con la consapevolezza giusta e con l’interiorizzazione di pensiero e coscienza, possiamo facilmente “trasformare”in esercizio di Qigong a tutti gli effetti. Tutti sappiamo infatti quanto conti, per la buona riuscita di una  pratica, l’atteggiamento mentale. Alle immagini, che ho trovato in rete, suggerirei talvolta di associare  qualche modifica posturale.

 

  • Iniziamo dalla fig. A. Preferibilmente poggiati bene sugli ischi e tenendo in asse la colonna, evitando quindi che essa si appoggi allo schienale della nostra sedia, rilassiamo dapprima le spalle e facciamo pendere le braccia verso il basso, in modo naturale, nella posizione di riposo, lungo i fianchi. Visualizziamo le tensioni che scivolano via dalla spalla, lungo l’avambraccio, gomito, braccio, polso  e fuoriescano lentamente dalla punta delle dita. A questo punto, inspirando portiamo le braccia vs l’alto intrecciando le mani sulla testa e stirando le braccia. Effettuiamo le stesso stiramento  scendendo con le braccia in avanti e allungandole davanti a noi all’altezza della fronte. (fig. A). Ripetiamo più volte passando da una posizione all’altra .(Fig. A)
  • Eseguire lo stesso movimento riportato nella spiegazione precedente ma in posizione eretta, a gambe unite. (fig.B)
  • Aprendo le gambe a misura della larghezza delle spalle, eseguiamo torsione a destra e a sinistra incrociando le braccia come nella figura, facendo particolare attenzione al momento in cui passiamo dall’asse centrale del nostro corpo. Il bacino non deve effettuare eccessivi movimenti basculatori, il peso del corpo è ben distribuito su entrambe le piante dei piedi. Ripetiamo l’esercizio più volte inserendolo all’interno di una triade, che comprenda quindi fig. B – C  D.
  • Lavoriamo adesso sulla rotazione della spalla producendo una sequenza di piccoli cerchietti in avanti e poi eseguendo il movimento al contrario. Per verificare il grado di tensione posseduto dalle nostre spalle ma per apprezzare successivamente l’esecuzione più corretta, possiamo fare una prima prova eseguendo questi movimenti sollevando le spalle come riportato nella figura. Dopo alcuni di questi movimenti possiamo accedere allo step successivo lasciando la possibilità alle  spalle di realizzare i cerchietti senza portarle verso l’alto e rimanendo perciò maggiormente rilassate. (fig.E). Proseguiamo con la tecnica successiva (fig D) che sollecita lo stiramento nelle due posizioni opposte. Ripetere sia a sinistra che a destra (fig. F)
  • Per sciogliere i polsi eseguiremo la breve sequenza proposta dalle fig. G ed H, avendo cura di rimanere con le spalle rilassate , senza portare tensione sui trapezi.
  • la fig. I richiama uno degli otto broccati (Una mano spinge il cielo e l’altra la terra) , ma di certo anche in precedenza, ad esempio nella fig. B/D  ne avrete riconosciuto già un altro. Spingeremo quindi con un braccio vs l’alto e con l’altro vs il basso cercando di apporre uguale forza.
  • Per quel che riguarda il collo possiamo, anche da seduti, realizzare l’esercizio “Guardare la luna alle proprie spalle, rimanendo ben seduti sulla sedia , con le mani intrecciate sull’ombelico e ruotando solo il capo, vs destra e vs sinistra  visualizzando appunto di riuscire a vedere anche dietro come se potessimo effettuare  una rotazione del capo di 360°. lo sguardo sarà all’altezza dell’orizzonte. (L’esercizio non  è descritto dai disegni)
  • L’esercizio L propone una torsione in due direzioni differenti ,mentre la fig. M vede le mani che si poggiano all’altezza dei lombi e il collo che esegue il movimento collo di gru.
  • L’ultimo esercizio è “rimbalzare sui talloni” cioè mantenere ancorato a terra l’avampiede e facendo appunto muovere su e giù i talloni fin quando il movimento avrà provocato risonanza in tutto il corpo . Le braccia sono rilassate ai lati del corpo e i piedi uniti.

Unire alla sequenza completa l’informazione necessaria alla pratica che è quella di relax, benessere e scioglimento.

Da ripetersi più volte al giorno perché priva di controindicazioni 😉

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Il Qigong a Palermo. Gli articoli sul GdS

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Qigong sul Giornale di Sicilia

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Allontanare lo stress e dedicarsi al proprio benessere. Equilibrare corpo e mente, correggere la postura, praticando il Qigong, un aiuto anche per la nostra emotività.  Il Qigong è una branca della  Medicina Tradizionale Cinese e si configura come una disciplina che guida la persona alla ricerca della propria salute e stabilità interiore attraverso un percorso fisico e meditativo. “Tale pratica è finalizzata al riequilibrio generale dell’organismo, – dice Paola Borruso, insegnante presso l’Associazione Qi di Palermo e formatrice della disciplina – si avvale di movimenti semplici e facilmente memorizzabili e possiede due tipologie di posture, statiche e dinamiche che lavorando con l’energia interna, contribuiscono a ristabilire lo stato di salute. Questo viene riconquistato ripristinando il corretto fluire dell’energia, chiamata anche Qi (Chi) la quale, secondo la Medicina Tradizionale Cinese, scorre all’interno del corpo attraverso un percorso ben definito, seguendo vie o canali detti “meridiani”. Ogni volta che si presenta una stasi o un blocco all’interno di questi meridiani, cadiamo in uno stato di malessere che può ripercuotersi sul corretto funzionamento  dei nostri organi interni ( che sono a loro volta connessi con le  nostre emozioni), sulla nostra muscolatura e sulla nostra struttura fisica, causando tensioni di vario tipo. Si tratta dunque di una disciplina olistica, affiancabile alla Medicina Occidentale,  che ci rifornisce di energia per aiutarci a stare bene, non solo esteriormente ma anche interiormente. La pratica del Qigong è infatti appositamente mirata alla coltivazione del sé e alla responsabilizzazione della persona, attraverso esercizi che mescolano la meditazione al movimento. Essa inoltre grazie al controllo di un insegnante esperto, che guida il gruppo nella corretta esecuzione degli esercizi, riesce con il tempo anche a permettere all’allievo di coltivare questa abitudine anche autonomamente. “Importante e fondamentale  è il principio delle Tre Regolazioni, che precede ogni tipo di esercizio e che apre ogni pratica -continua Paola Borruso- attraverso l’armonizzazione di tre aspetti: corpo (impostazione della postura corretta) , mente (permettendo alla mente di liberarsi da pensieri negativi e allontanando lo stress)  e respiro (che diventa rilassato e regolare). Le Tre Regolazioni servono ad accedere alla pratica partendo quindi da una condizione di armonia generale”. Una lezione tipo avviene generalmente senza musica, è volta alla riscoperta interiore, ma in alcuni casi è anche possibile accostare un  sottofondo musicale che aiuti a ricercare la giusta concentrazione. E’anche praticabile negli spazi aperti, preferibilmente non urbani, dove i suoni naturali dell’ambiente favoriscono un miglior approccio meditativo. Un percorso dunque che si adatta ad ogni tipo di età e di preparazione fisica, per il suo carattere armonioso e introspettivo. Denominata anche “arte di lunga vita”, questa accelera infatti il processo di rinnovamento delle cellule, ossigena i tessuti, calma la mente e allontana i pensieri negativi. Inoltre come tutte le branche della corrente orientale, nel tempo dona a chi lo pratica numerosi benefici di diversa natura che abbracciano i diversi aspetti dell’emotività ma anche dal punto di vista fisico. Per questi motivi è ottimo per prevenire e alleviare la depressione e per tutti quei malesseri legati all’aspetto nervoso, contrasta l’invecchiamento e migliora la condizione vascolare ristabilendo la  pressione cardiaca, inoltre si propone come ottimo esercizio per la postura e la respirazione conciliando il benessere fisico alle  emozioni interne dell’individuo. Per conoscere nei dettagli la disciplina e partecipare a lezioni di prova è possibile contattare l’insegnante Paola Borruso attraverso il suo blog (www.praticareqigong.wordpress.com) dove si può trovare anche un estratto del libro, scritto in collaborazione con il dott. Vito Marino, dal titolo “Medicina Tradizionale Cinese e Sunzibingfa: strategie e tecniche dell’Arte della Guerra applicate al Qigong”, 2017, Nuova Ipsa Editore.

Un ringraziamento al GdS, a Federica Cortegiani e  Fabiola Pepe per la collaborazione.

Il rilassamento delle tre linee

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Una tecnica  molto semplice ed efficace per rilassare  corpo, mente e respiro è quella del rilassamento delle tre linee. Si effettua in piedi, dopo aver guadagnato la postura corretta. L’esercizio riesce molto bene ad occhi chiusi e si esegue  tracciando con attenzione consapevole   i tre percorsi di seguito descritti. Possiamo annoverarla tra le tecniche di Qigong della tranquillità, utili a riguadagnare serenità e armonia interni.

      1° percorso – linea laterale        qigong_base

  1. Viso (lati)
  2. Collo (lati)
  3. Spalle
  4. Braccia
  5. Gomiti
  6. Avambracci
  7. Polsi
  8. Dorso della mano
  9. Punta delle dita
  10. Punta del dito medio

2° percorso – Linea frontale

  1. Viso
  2. Parte anteriore del collo
  3. Petto
  4. Addome
  5. Parte anteriore della coscia
  6. Ginocchia
  7. Parte anteriore della gamba
  8. Dorso dei piedi
  9. Dita dei piedi
  10. Punta dell’alluce ( o primo puto fegato)

3° percorso – Linea posteriore

  1. Parte posteriore della testa e zona occipitale
  2. Collo
  3. Dorso
  4. Zona lombare
  5. Glutei e parte posteriore delle cosce
  6. Cavo popliteo
  7. Polpacci
  8. Tallone (tendine d’Achille)
  9. Pianta dei piedi
  10. Punto uno reni

Vedi anche l’articolo correlato: Una tecnica di Qigong per il rilassamento e la tranquillità

Rilassare le spalle

L’arte di rilassare corpo e mente. Anche in Sicilia arriva il Qigong.

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Cari amici,

ho il piacere di condividere con voi un articolo del Giornale di Sicilia (9 /09/2016)  che ringrazio per avermi dato la possibilità di diffondere ancora una volta questa disciplina . Vi invito alla pratica aperta di giorno 16/09 e/o ad intervenire ad una lezione di prova del  Corso settimanale pomeridiano.

Sede: Studio AdelAsia 5, Palermo .Giorni e orari: Tutti i mercoledì dalle 18:15 alle 19:30

Iscrizioni: inviandomi una mail o contattando, in orari di studio, il n. 091/6512081

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