PRATICARE QIGONG 氣功

Blog personale – Paola Borruso

Zhan Zhuang: cos’è e come si esegue

2 commenti


Per i Cinesi, la posizione eretta è, fra tutte, la più importante perché è quella che consente di connettersi, sia mentalmente che fisicamente, in basso con la terra/mondo materiale e in alto con il cielo/mondo spirituale.

L’essere umano entra energeticamente in relazione, che ne sia consapevole o no, sia con la terra, attraverso i piedi ben piantati nel suolo, sia con il cielo che lo sovrasta, attraverso il vertice del capo orientato verso l’alto. È questa la premessa di una presa di responsabilità di se stessi, in qualità di esseri umani, potenzialmente destinati a trasformarsi da esseri terreni a esseri divini pienamente realizzati. Se la posizione eretta è tenuta correttamente l’energia vitale scorre liberamente dappertutto e, di conseguenza, anche la circolazione del sangue è buona: si creano in questo modo le premesse per una condizione di pieno benessere psicofisico.

La pratica nello zhan zhuang “posizione eretta come un palo”

Esaminiamo come tenere correttamente questa postura senza sforzo. Il fondamento dello stare “in piedi, eretti come un palo” sta nel lasciare che il peso del corpo gravi in basso sugli arti inferiori e che, attraverso i piedi, si scarichi sulla terra.

I piedi sono tra loro paralleli separati da una distanza pari alla larghezza delle spalle e le caviglie flesse quanto basta per permettere al peso del corpo di distribuirsi su tutta la lunghezza e la larghezza dei piedi. Il peso del corpo nel suo insieme, è bilanciato sui due piedi.

Risalendo verso l’alto, le ginocchia saranno tenute morbide, “piegate e non piegate” e in ogni caso la perpendicolare che scende dal ginocchio in giù non deve cadere mai oltre la punta dei piedi. La distanza tra le ginocchia è determinata da un pallone immaginario, trattenuto senza sforzo: le ginocchia sono allineate con gli alluci; le anche sono morbide e l’estremità del coccige è rivolta in basso. Il baricentro del corpo cade tra i due piedi

È importante imparare a rilassare l’area inguinale, l’articolazione delle anche e la regione sacro-iliaca. Solo su questa base la regione lombare può distendersi, rimanendo tonica ed elastica al tempo stesso. Il tronco è tenuto eretto con le vertebre allineate una sull’altra, lungo un asse che unisce il punto Baihui (Du20), situato sulla sommità del capo, con Huiyin (Ren1) in basso, punto localizzato al centro del perineo (pavimento pelvico), passando per il centro di gravità del corpo (situato sotto l’ombelico e davanti alla terza vertebra sacrale), e terminante nel centro della base di appoggio, ovvero esattamente tra i due piedi

La parte anteriore del corpo è rilassata e morbida a livello addominale, mentre il petto rientra leggermente a livello dello sterno, permettendo alle spalle di arrotondarsi e alle scapole di abbassarsi. In tal modo i muscoli di collo e spalle si rilassano e le braccia pendono morbide ai lati del corpo, mantenendo l’ascella vuota. La testa, sorretta dalle vertebre cervicali, punta verso il cielo, come tirata su da un filo immaginario che collega idealmente il vertice del capo (a livello del punto Baihui) con il soffitto. Le mani sono rilassate e morbide e le dita, leggermente distanziate tra di loro, puntano verso il suolo.

Alla base della pratica del qigong ci sono le cosiddette tre regolazioni di corpo, cuore/mente e respiro. Per regolazione s’intende la creazione creare a livello fisico, psico – spirituale e respiratorio delle condizioni adatte a favorire il fluire quieto e abbondante dell’energia nel praticante.

Le tre regolazioni, distinte sul piano teorico, sono nella pratica strettamente connesse, in quanto l’una favorisce l’accadere dell’altra.

Assumendo e tenendo la posizione zhan zhuang, attraverso l’aggiustamento posturale, si libera il corpo dalle tensioni muscolari e al tempo stesso si creano le condizioni favorenti del rilassamento fisico e mentale; entrambe queste condizioni agevolano la circolazione dell’energia e del sangue nei meridiani principali e in quelli “straordinari. Per quanto riguarda il cuore/mente, vale a dire l’aspetto psico-spirituale, il praticante porta l’energia degli organi di senso e tutta la propria consapevolezza verso l’interno al fine di rallentare l’attività mentale e raggiungere lo stato di quiete dello spirito. Ultima, ma non meno importante, è la regolazione del respiro, che segue naturalmente al conseguimento della calma della mente; essa si manifesta nella comparsa di un respiro lento, sottile, lungo e profondo. Solo la stretta combinazione e coordinazione delle tre regolazioni crea le basi di una pratica di qigong feconda e benefica. La posizione zhan zhuang è utilizzata, oltre che per la regolazione psicofisica, come posizione di partenza di molte forme di qigong e del taiji quan; in tal caso è detta qi shi “posizione d’inizio“. Nella pratica delle arti marziali, a partire dalla posizione zhan zhuang, si piegano un po’ di più le anche e le ginocchia, come a sedere su uno sgabello immaginario, di diversa altezza a seconda delle capacità del praticante; questa variante è detta mabu zhan zhuang, espressione tradotta con “posizione del cavaliere“.

 

Altre volte si ricorre alla posizione zhan zhuang per coltivare la propria energia, accrescerla e purificarla. Diventa in tal caso una pratica meditativa, che, oltre a rafforzare il corpo e abbassare la pressione arteriosa, accresce la propria capacità di rimanere presente agli eventi del proprio mondo interiore. Qui di seguito descriviamo la meditazione statica in posizione eretta, nota come “in piedi come un albero”.

Tale esercizio consente al praticante di studiare la connessione e l’armonia tra le diverse parti del corpo fino a sviluppare la cosiddetta Cu Yuen Li, la forza che si sviluppa contemporaneamente in tutte le direzioni dello spazio.

In questo senso l’albero è base sia del lavoro marziale che del lavoro energetico per l’incremento di benessere e salute (Yi Gong).

Ricordiamo che attualmente ZZG è uno dei più noti esercizi appartenenti alla grande categoria del qi gong o esercizi volti a lavorare (gong) con l’energia (qi).

Prima di tutto vogliamo brevemente descrivere l’esecuzione tecnica dell’esercizio,Per passare poi ad analizzare le funzioni energetiche del punti di Mtc maggiormente coinvolti dalla pratica. In effetti le specifiche zone corporee che identifichiamo come punti energetici possono tradizionalmente venir attivate tramite diversi sistemi: aghi, moxa, coppettazione, tuina ed esercizi di qigong.

L’auto stimolazione ottenuta nel corso degli esercizi si basa da un lato su respirazione Profonda Movimenti e posture specifiche e dall’altro sulla capacità del praticante di dirigere la propria intenzione (Yi) sui punti interessati. Possiamo quindi affermare che l’accresciuta percezione cinestesica di determinati punti può attivarne la funzione fornendo cosi ai praticanti di qi gong un ottimo strumento di auto-trattamento energetico.

Cominciamo quindi ad analizzare l’aspetto tecnico dell esercizio.

Il praticante si pone in piedi, mantenendo i piedi paralleli con un’apertura pari alla larghezza delle spalle, ed i talloni leggermente più larghi delle spalle, caviglie ginocchia ed anche sono lievemente flesse in modo da abbassare il baricentro e rilassare le articolazioni, in questo modo si rilassa anche il tratto lombare. La schiena è diritta con le spalle rilassate, la sommità del capo tende verso l’alto la punta della lingua poggia contro il palato per favorire il passaggio energetico tra Ren Mai e Du Mai. Le braccia vanno poste in avanti, arcuate come se si volesse abbracciare un albero, i palmio con ìl con il punto Lao Gong (8MC) rivolto verso la zona del tan tien medio.

L’intenzione ricerca una sensazione di aumento del proprio SPAZIO vitale, ottenuta tramite la cosiddetta “apertura delle orecchie”.

La posizione va mantenuta a lungo, da 15 fino a 60 minuti circa.

le mani vengono poi abbassate a livello dell’addome (TI BAO SHI) e infine appoggiate sull’ombelico.

I benefici di questo esercizio sono collegati a diversi aspetti, innanzitutto la tecnica rinforza le gambe, donando al praticante una notevole sensazione di “RADICAMENTO”, favorisce inoltre il lavoro respiratorio e la conduzione del Qi nel percorso del “piccolo circuito energetico”. L’aspetto forse più importante è comunque lo sblocco delle tensioni muscolari con conseguente liberazione del Qi.

Lo stress muscolare a livello di gambe e braccia innesca, qualora la posizione venga mantenuta sufficientemente a lungo, vibrazioni e movimenti muscolari a livello delle zone corporee maggiormente “bloccate”, con conseguente effetto liberatorio e rilassante; da questo punto di vista l’esercizio è basato sugli stessi principi degli esercizi di “grounding”, tipici della terapia bioenergetica. Ricordiamo inoltre come tutto il lavoro del Qigong si basi inizialmente sul miglior utilizzo dell’energia già presente in noi, da cui l’importanza del rilassamento e della liberazione delle tensioni muscolari croniche, premesse indispensabili per realizzare la successiva fase di incremento dell’energia interna.

 

il corretto allineamento durante la posizione zhan zhuang

il corretto allineamento durante la posizione zhan zhuang

 
fonti: “estratto da -LaMandorla Marzo 2011”; http://zhinengqigongcatania.blogspot.it/2011_05_01_archive.html

Autore: Paola Borruso

Formazione : Laureata con il massimo dei voti più lode in Lettere Moderne, specializzazione Italianistica e Semiotica. • Attività lavorativa: Docente di Lettere MIUR presso la Scuola Secondaria di Primo Grado. All’interno della sua scuola riveste attualmente la Funzione Strumentale Orientamento supportando il percorso di crescita degli allievi durante il Triennio, attraverso l’organizzazione di seminari formativi, di momenti dedicati alla scelta consapevole dell’indirizzo scolastico degli studi Secondari di secondo grado, senza tralasciare la crescita psicofisica complessiva dell’individuo. A questo proposito collabora alla gestione dello Sportello d’ascolto scolastico, coadiuvata da colleghi e figure professionali extrascolastiche operanti nel settore. Componente del gruppo RAV ( riguardante il Rapporto di Autovalutazione d’istituto ) e membro, per la propria scuola, della Commissione Erasmus, per la Formazione della figura del Docente all’estero. Durante l’anno scolastico 2020 si sta dedicando al ruolo di Esperto interno in seno al Progetto Pon ‘Digit@ndo si impara’. Molteplici, nell’arco del suo insegnamento, iniziato nel 1997 ( con insegnamento sia alla Secondaria di primo grado che nei corsi per adulti) le realizzazioni di laboratori curriculari ed extracurriculari dedicati agli allievi, alcuni dei quali rientranti nelle ‘aree a rischio’ del territorio, integrati attraverso attività teatrali e laboratori di recupero, consolidamento e potenziamento delle abilità di base. Esperta in metodologie e strategie a favore di alunni BES, DSA, e disturbi oppositivi, ritiene fondamentali nel suo insegnamento quotidiano integrazione, rispetto, accoglienza reciproca. Promotrice dell'inserimento del Qigong (disciplina psicofisica e ginnastica medica di origine millenaria, branca della Medicina Tradizionale Cinese) come ampliamento dell’offerta scolastica formativa e di recupero per allievi della Scuola secondaria di primo grado presso cui insegna. • Esperta di tecniche di rilassamento, meditazione e Mindfulness, è conduttrice di classi, Operatrice, Docente e Formatrice (avendo sostenuto due Trienni di studio con tesi finale ) accreditata FISTQ (Federazione Italiana Scuole Tuina e Qigong) per la disciplina del Qigong e del Zhineng Qigong, Si è formata e ha prestato la sua collaborazione presso l'Associazione Qi di Palermo, in cui è stata Membro del Consiglio direttivo, Docente e Coordinatrice dei Corsi Triennali per Operatori Qigong, nonché tesoriera. Autrice del volume di recente pubblicazione "Medicina Tradizionale Cinese e Sunzibingfa: Strategie e Tecniche dell’Arte della Guerra applicate al Qigong", tratto integralmente dalla propria tesi di fine percorso, integrato da interventi del dott. Vito Marino. Ricercatrice e studiosa del Qigong si dedica attivamente alla sua diffusione e alla sua pratica su territorio regionale e nazionale. Fondatrice di un blog nato dalla stesura di articoli personali derivanti dai suoi studi e dalla sua esperienza di praticante: www.praticareqigong.wordpress.com. Sui social ha creato il gruppo Facebook Guarire con il Qigong e Praticare Qigong Italia - Piattaforma eventi. Di prossima uscita un nuovo testo editoriale, Praticare Qigong oggi, che vede la sua partecipazione e collaborazione. È intervenuta a numerosi seminari di approfondimento con Maestri italiani e cinesi, arricchendo la propria esperienza professionale. E' stata responsabile per conto dell'Associazione Qi dell' inserimento del Qigong in un progetto di volontariato presso l’ospedale Enrico Albanese di Palermo. Ha praticato Taijiquan stile Chen Xiaojia ed è appassionata di cultura e lingua cinese, di cui ha intrapreso lo studio.

2 thoughts on “Zhan Zhuang: cos’è e come si esegue

  1. Questa è una fantastica disciplina della quale tutti dovrebbero saperne di più.
    Molti dovrebbero semplicemente abbandonare qualche abitudine malsana ed abbracciare stili di vita più sani e positivi per godere appieno della loro vita.

    Claudio

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  2. Istruttivo ed esauriente.
    Io lo eseguo (e non so come, in verità) per ora massimo 2 minuti, poi eseguo altre figure quindi sono in grado di ripetere lo ZZ.

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