PRATICARE QIGONG 氣功

Blog personale – Paola Borruso

Baduànjin 八段錦 (Otto Broccati ) : cosa sono, come si eseguono, su cosa agiscono.

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Una stampa raffigurante l'esecuzione degli Otto Broccati

Una stampa raffigurante l’esecuzione degli Otto Broccati

 

L’ideogramma “ba” rappresenta “divisione”, “separare”, per estensione “otto” (nel senso di separare in due gruppi di quattro); “duàn” significa “pianta che cresce” (a sinistra), “colpito” o “interrotto” (a destra), insieme “sezione”, “parte”, in questo contesto gruppo di esercizi come parti di una sequenza; il carattere “jin” indica seta (a sinistra) preziosa come oro (a destra), quindi broccato, anche bello, glorioso.
L’insieme Baduànjin si può quindi tradurre con “otto pezzi di broccato (o preziosi)”, con il senso di “una serie di otto esercizi preziosi”.

I Baduànjin sono una serie di otto esercizi di qìgong il cui scopo è soprattutto quello di tonificare il qì; per questa peculiarità vengono praticati in molte scuole di arti marziali ma anche in molte scuole di qìgong medico.
Vengono eseguiti lo stesso numero di volte ogni esercizio.
E’ una sequenza adatta anche per “stirare” i meridiani e favorirne la libera circolazione in qì e del sangue. Equilibra l’energia negli organi interni ed elimina la tensione nervosa ed emotiva. Vi sono diverse sequenze di Baduànjin, a seconda dello scopo che ci si prefigge, marziale o terapeutico, o a seconda del tipo di praticante, adulto, bambino, anziano, sano o malato. Gli esercizi che la compongono possono essere praticati uno o più per volta, o tutti insieme in un’unica sequenza.

Origine della tecnica
L’origine di questa serie di esercizi risale all’epoca della dinastia dei Sòng Meridionali (1127–1279), in quanto in vari testi di quell’epoca, di cui alcuni facenti parte del “Canone Taoista”, se trovano numerose tracce, sebbene possa derivare da più antiche tecniche del periodo degli Stati Combattenti (720-221 a.C.). Verso la fine della dinastia Sòng Meridionali un’opera ne parla in un intero capitolo, chiamato proprio “Baduànjin”.
Nel corso dello sviluppo della tecnica i Baduànjin si differenziarono in varianti della scuola del Nord e della scuola del Sud.
La scuola del Nord, chiamata anche “Scuola Yuè Fèi”, dal nome del fondatore, il generale Yuè Fèi, è caratterizzata da una pratica più complicata e basata su esercizi vigorosi. Molti degli Otto Broccati di questa scuola si praticano nella “posizione del cavaliere”, “mabù”. Per tutti questi motivi i “Baduànjin” al Nord vengono chiamati anche “Wu Baduànjin”, ovvero “gli Otto Broccati del Soldato” (il carattere Wu, vedi sopra, indica in basso a sinistra “stop”, “fermare”, in alto e a destra “lance degli invasori”, quindi “militare”, “soldato”).
Secondo la tradizione, la scuola del Sud ebbe come fondatore un letterato esperto di tecniche di lunga vita, Liáo Shìcháng. In questa serie il grado di difficoltà di apprendimento e pratica non è alto, in quanto le posizioni e i movimenti prediligono la morbidezza e la flessibilità, e sono inoltre più alte. Per tutti questi motivi i Baduànjin del Sud sono anche chiamati “Wén Baduànjin”, ossia “gli Otto Broccati del Letterato” ( significa “linee interconnesse”, “scritto”, “scrivere”, “linguaggio”, ”cultura”, “colto”, “raffinato”, “letterato”). Gli stili del Sud svilupparono delle pratiche in posizione seduta, “Zuòshì Baduànjin”, o “gli Otto Broccati nella Posizione Seduta”), mentre i “Wén Baduànjin” presero il nome di “Lì Baduànjin” ovvero “gli Otto Broccati in Piedi”. Un ulteriore sviluppo portò a dodici il numero degli esercizi da seduti, che oggi infatti vengono chiamati “Shíèr duànjin” cioè “i Dodici Broccati”.

 

 Baduànjin (scuola del Sud)
1. Due Mani Sostengono il Cielo (o Toccare il cielo con le mani) – Shuang Shou Duó Tian

Il nome risalente alla Dinastia Sòng, era: “Solleva i palmi delle mani, per curare il Triplice Riscaldatore”.
Con questo esercizio si comincia la serie degli otto broccati.
La respirazione dovrà essere naturale in tutte le fasi dell’esercizio.
Durante il movimento ci si apre per captare l’energia e portarla lungo il triplice riscaldatore in alto, durante la seconda fase si riporta all’interno riabbassandola dentro il corpo.
Visualizzazione: sostenere il cielo con le mani.

Questo esercizio attiva il Sanjiao e il suo Canale Shoushàoyáng, regola tutti gli organi interni connessi al Sanjiao: Polmone e Cuore, Milza e Stomaco, Rene, Vescica, Intestino Tenue e Crasso. Tonifica il tronco, tonifica i muscoli degli arti superiori, cura la pesantezza alle gambe con caviglie gonfie e ritenzione idrica, tratta il gonfiore addominale da cattiva circolazione dei liquidi.
Aumenta la capacità polmonare e allevia la fatica, prepara tutto il corpo agli esercizi successivi, sciogliendo polsi, gomiti e spalle. Migliora la postura.

2. Tendere l’Arco a Sinistra e a Destra (o Tirare con l’arco al falcone) – Zuo Yòu Kai Gong

Il nome precedente, mantenuto fino all’inizio della Dinastia Qing, era: “Verso sinistra il fegato, verso destra il polmone, posizionati come per lanciare un dardo”.
Durante l’esercizio bisogna visualizzare di mirare a un bersaglio molto lontano e di tirare con l’arco la freccia.
Quando la fase di estensione è stata completata comincia lentamente, con uno sforzo che progressivamente decresce, la fase di decontrazione.
Si ripete il movimento a destra per completare esercizio.

Questo esercizio tonifica il Jiao superiore, è utile per tutti i problemi respiratori, enfisema, bronchite cronica, asma allergica, dispnea da sforzo (da Deficit di Qì).
Mobilizza e scioglie la 7° cervicale e le prime vertebre toraciche.
Migliora la vista per la concentrazione sulla visualizzazione di un bersaglio distante. Secondo il suo antico nome, la rotazione verso sinistra stimola il fegato, la rotazione verso destra il polmone, anche grazie alla posizione delle prime due dita della mano, collegate con i Canali di Polmone e Intestino Crasso, che si allunga lateralmente, trattando anche il mal di testa.

3. Una mano spinge il cielo e l’altra tocca la terra – Zhu Bei Du Li

Il vecchio nome di questo esercizio era: “Est e Ovest si sostengono indipendentemente, così agisci per milza e stomaco”.
L’esercizio si considera completo quando è eseguito da entrambi i lati.

Visualizzazione: una mano tocca il cielo, l’altra si allunga fino a toccare la terra.

Questo esercizio tonifica il Jiao medio, la milza, lo stomaco e la digestione. In questa versione aumenta il flusso di energia lungo ambedue i lati del corpo, portando benefici al fegato e alla vescica biliare.
4. Guardare la Luna alle Proprie Spalle (o La cicogna) – Zuò Yuè Hòu Zhào

Il primo nome era: “Girati rispettivamente dalle due parti, così da riequilibrare i tuoi sforzi e le tue ferite”.
Durante il movimento bisogna immaginare di essere una cicogna e di fare ruotare completamente la testa così da potere guardare dietro il collo.

Questo esercizio va molto bene per i problemi cervicali e in genere per tutte le malattie croniche, perché mette in movimento e attiva lo yáng della cerniera cervicale. Riequilibra sia il fisico che la mente.
Rinforza la vista. Abbassa la pressione sanguigna e previene l’indurimento delle arterie.

5. Dondolare e Muovere la Vita e la Coda (o Il pesce che si muove, o il pesce muove il muso e la coda) – Yao Dou Bai Wei

Nome antico: “Ondeggia da capo a coda, per rimuovere le malattie del cuore”.

Visualizzazione: essere un pesce che si muove nell’acqua, oppure seguire con la mente il percorso che dalla caviglia arriva fino alla testa.

Questo esercizio calma lo yáng del cuore e del fegato, cura l’agitazione e l’ansia, lo stress.
Da un punto di vista strutturale tramite questo esercizio si distendono la zona lombare e le anche. E’ un esercizio molto utile per l’intera colonna vertebrale e per scaricare le tensioni.
Rinforza il sistema respiratorio, circolatorio e il cuore. Utile per i problemi degli organi genitali e alla prostata.

6. Chinarsi per Rinforzare la Schiena e i Lombi (o Chinarsi, o Toccare la punta dei piedi per rinforzare reni e lombi) – Jiàn Hòu Wan Yao

Altro nome: “Afferra i piedi con due le mani, per curare il tuo bacino”.
La posizione di partenza è quella dell’esercizio “Toccare il cielo con le mani”, quindi con i talloni possibilmente uniti e le braccia distese lungo l’asse longitudinale del corpo.

Visualizzazione: flettendosi indietro concentrarsi sui lombi, portandosi in avanti e in giù arrivare con il pensiero alla pianta dei piedi, quindi seguire con la mente il percorso delle mani fino ai lombi e al Dantián.

Questo movimento tonifica il Rene e rilassa, allunga e rinforza la zona lombare.
Massaggia le ghiandole surrenali migliorandone il funzionamento.
Stira i meridiani di reni e vescica; ottimo per la lombalgia e per il mal di schiena in generale. Regola lo yáng, attraverso lo stiramento del meridiano Dumài (Vaso Governatore).

NB: persone ipertese, con problemi di pressione bassa o arteriosclerosi devono usare molta cautela nel praticare questo esercizio, non abbassando troppo la testa e risalendo molto lentamente.
7. Colpire a Sinistra e a Destra con lo Sguardo attento (o Tirare i pugni, o Tirare i pugni con lo sguardo irato) – Zuo Yòu Fáng Da

Un antico nome di questa tecnica è stato: “Grandi e piccoli fino al cielo, per attraversare i propri cinque organi”, con un’espressione poetica non chiara.
La postura di partenza è quella del cavallo e le mani con i pugni chiusi si trovano entrambe accanto ai fianchi.
Da questa posizione espirando si porta il pugno velocemente verso avanti ruotandolo come per colpire.
Durante il movimento si dovranno aprire bene gli occhi con lo sguardo attento.

Visualizzazione: colpire un bersaglio guardando nella direzione del pugno.

Questo esercizio sviluppa il flusso di Qì in modo tale che dai piedi, attraverso l’intero corpo, possa arrivare fino alle mani e agli occhi. Ciascun movimento comincia morbidamente, scaricando la piena potenza solo alla fine di ogni estensione.

Aumentare la forza tonificando i muscoli, calma il fegato e lo Shén sciogliendo i blocchi emotivi da rabbia, ansia e stress.
Stimola il sistema nervoso e la circolazione sanguigna. Fa circolare l’energia bloccata in un organo o nei muscoli.

N.B. Durante la sua esecuzione è opportuno evitare di guardare il colore rosso perché in questo caso anziché aumentare la forza si aumenta l’irritabilità, l’irascibilità.
8. Muoversi facendo Sobbalzare il Dorso – Yu Zhu Ji Dian

Vecchio nome: “Ingoia la saliva, rafforza il Qì, e fai in modo che entrambe le mani saltellino libere”.
Si dovrebbe sentire la vibrazione che sale dalle gambe fino alle cosce e poi fino al dorso, lungo la colonna vertebrale.

Questo esercizio, che chiude la sede dei Baduànjin, rilassa il corpo, elimina i fattori patogeni e mette in circolazione tutta l’energia prodotta con l’esecuzione della sequenza.
E’ utile per la colonna vertebrale, il sistema nervoso e il senso di equilibrio. Stimola i reni.

 

NUMERO DI RIPETIZIONI

Per tonificare lo Yin o il Sangue, ripetere ogni esercizio completo per 6 volte (o 6 volte 6). Per tonificare lo Yáng o il Qì ripetere ogni esercizio completo per 9 volte (o 9 volte 9).
Oppure, ripetere 6 volte ogni esercizio se si pratica la sera, 9 volte se si pratica la mattina.

 

SELEZIONE DEGLI ESERCIZI

Nel caso in cui si scelga uno o più dei Baduànjin, si inizierà comunque sempre da “Toccare il cielo con le mani” e si finirà sempre con “Fare tremare i talloni”.
Autori dell’articolo: Vito Marino , Riccardo Lombardo.

Argomento pubblicato su http://www.fistq.org/relazioni_convegni/RelazMarino_qigong_06.htm

BIBLIOGRAFIA

· Filosa C., Corso di Chénshì Xiaojià Tàijíquán e Qìgong (non pubblicato).
· Leung K., Schifani G., Dispense del Corso biennale di Qìgong dell’Associazione Qì, Palermo, 1992-1994, Policopie.
· Zhào X., Gatti F., Dizionario compatto Cinese Italiano Italiano cinese e conversazioni, Zanichelli, Bologna, 1996.

· http://www.nightrundesigns.com/jp/linx/modules/tutorials/viewtutorial.php?tid=20
· http://www.russbo.com/gongfu/